Sisma 2016, il 4% fondi per la ricostruzione destinati a rilancio territori

Castelli e Trancassini, più attenzione al "primo cratere". Le Sae passano ai Comuni

(ANSA) - ANCONA, 05 AGO - Una quota pari al 4% delle risorse destinate alla ricostruzione post-sisma 2016 sarà riservata, per la prima volta, a partire dal 2027 a progetti di rilancio economico sociale dei territori colpiti. È una delle principali novità contenute nel decreto-legge su Protezione civile e ricostruzione post-calamità, approvato dal Consiglio dei ministri e illustrato oggi a Palazzo Chigi dal commissario straordinario Guido Castelli e dal questore della Camera Paolo Trancassini. La misura riguarda tutti i 138 Comuni del cratere, mentre per Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto - il cosiddetto "primo cratere" - la quota sale al 5%. Le risorse potranno finanziare programmi elaborati da Regioni e Comuni per sostenere la rinascita economica e sociale dei territori. Tra le altre novità del decreto, anche il trasferimento ai Comuni della gestione delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae). Attraverso una specifica ordinanza, i sindaci potranno decidere il futuro utilizzo dei villaggi realizzati dopo il terremoto, con la possibilità di valorizzarli secondo le esigenze dei rispettivi territori, anche attraverso il loro inserimento nella pianificazione urbanistica comunale. Infine, lo stato di emergenza per il sisma del Centro Italia terminerà il 31 dicembre 2026 e lascerà spazio a un nuovo "stato della ricostruzione", con competenze trasferite dalla Protezione civile alla struttura commissariale e una programmazione garantita fino al 2029. (ANSA).

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi