Sisma 2016, Arquata: la bottega che resiste grazie alla Zona franca

Dieci clienti al giorno, quando va bene. Per Daniela la proroga per altri due anni della Zona economica speciale nelle aree del sisma significa soprattutto una cosa: poter continuare ad alzare la serranda. Senza le agevolazioni fiscali, dice, il suo piccolo negozio di generi alimentari avrebbe già chiuso. È l’unico rimasto nell’area delle casette Sae di Borgo di Arquata, all’ingresso del territorio comunale devastato dal terremoto del 2016. “Per fortuna hanno prorogato la zona franca, perché pagando tutte le tasse e con tutte le spese che abbiamo non ce la facevamo", racconta all’ANSA. La sua è una delle piccole attività per le quali il sostegno fiscale rappresenta una condizione determinante per restare in vita. Dopo il sisma ha dovuto aspettare due anni prima di poter riaprire. Il negozio è stato sistemato tra le Sae, lontano dalla strada principale. “Qui non viene nessuno, le attività avrebbero dovuto metterle sulla strada”, dice.

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