Serena Brancale, 'a Napoli mi sento amata, come se mi conoscessero da sempre'

(ANSA) - NAPOLI, 29 MAG - "Napoli è una piazza importante, è come se mi conoscessero da sempre. In questa città mi sento amata, c'è gente che mi supporta da tanto tempo, fin dai primi concertini. Qui ho un sacco di amici. Quando ero piccola venivo con mia madre e mio padre spesso a Cuma". Sarà un ritorno alle origini lo show di Serena Brancale all'Arena Flegrea. Il 14 luglio approda nell'impianto di Fuorigrotta, il "Sacro Tour", uno spettacolo che promette di unire energia e spiritualità, groove e introspezione, radici e sperimentazione. Un viaggio musicale partito il 30 aprile da Londra, per toccare poi anche Madrid e Barcellona. "Mio padre - racconta la cantautrice pugliese all'ANSA presentando a Napoli il suo concerto - era un calciatore e ha giocato nella Salernitana. Io sono venuta spesso da queste parti, a Cava dei Tirreni, in un posto bellissimo che si chiama 'Il moro', dove ho cominciato a cantare i miei inediti. Sono legata a Pino Daniele, alla sua scrittura, qui è come se parlassi alla mia stessa gente, mi sento davvero a casa". "Ho realizzato un grande allestimento per mettere su questo live - spiega Serena tornando al concerto - e non mi è mai accaduto prima. Quando uscì il brano 'Baccalà' ci sono stati i miei primi concerti in piazze importanti. L'anno scorso con 'Anema e core' ancora di più, quest'anno con l'album 'Sacro' che racchiude quattro anni di scrittura, di produzione, di sperimentazione bisognava assolutamente fare un altro allestimento, anche perché ci sono nuovi musicisti, otto ballerini e anche dei momenti che raccontano l'amore per il flamenco, per la musica andalusa. E' un collettivo di amici che non vedono l'ora di incominciare a suonare. Siamo stati a Londra, a Madrid, a Barcellona, ora finalmente cominciamo a suonare qui, a casa nostra". Il tour sarà l'occasione per ascoltare dal vivo quindi tutte le sfumature di "Sacro", il nuovo album uscito il 10 aprile. Un disco che racconta chi è diventata Serena, un lavoro che parla di radici, di appartenenza e libertà, di carne e anima, ma anche di festa e celebrazione. Un disco che unisce groove e introspezione, eleganza e istinto, scrittura raffinata e vibrazione viscerale. Che cosa succederà dopo questo tour nella vita di Serena Brancale? "Una grande pausa di riposo, di studio - annuncia - anche perché bisogna rifocillarsi per raccontare qualcosa di diverso. In questi tre anni abbiamo lavorato tantissimo, non ho avuto modo di dedicarmi alla scrittura con il tempo necessario, ma è stato tutto così magico che non cambierei niente. Sicuramente, dopo questo tour, avrò bisogno un po' di respirare". (ANSA).
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