Sentenza su ex Br per Cascina Spiotta, reato prescritto e rebus su due pentiti

(ANSA) - TORINO, 22 GIU - L'omicidio del carabiniere Giovanni D'Alfonso alla Cascina Spiotta (Alessandria) durante uno scontro a fuoco con le Brigate Rosse è caduto in prescrizione se viene contestato nella forma del cosiddetto "concorso anomalo". E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui nel 2024 un gup del tribunale di Torino dichiarò il non luogo a procedere nei confronti di un ex brigatista, Pierluigi Zuffada. In Corte d'Assise ad Alessandria è in corso in questi giorni, per i fatti della Cascina Spiotta, il processo ad altri tre esponenti delle Brigate Rosse (Renato Curcio, Mario Moretti e Lauro Azzolini) e il collegio difensivo ha chiesto ai giudici di acquisire la sentenza. La sparatoria ebbe luogo il 5 giugno 1975 durante il blitz con cui i carabinieri liberarono l'imprenditore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato dalle Br il giorno precedente. Secondo il gup esistono "plurimi e gravi indizi" sulla partecipazione di Zuffada al rapimento: fu lui, tra l'altro, a consegnare all'avvocato dell'azienda Gancia le due lettere con la richiesta di riscatto. Però nel momento dello scontro a fuoco non era presente e, dunque, deve rispondere di omicidio con la formula del "reato diverso da quello voluto" (il 'concorso anomalo'), che è prescritta. Un passaggio della sentenza è dedicato a un rebus legato all'identità di due "pentiti" non meglio specificati. (ANSA).
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