Santa Cecilia a Massenzio, Alexandre Desplat e le sue grandi colonne sonore

(ANSA) - ROMA, 08 LUG - Due premi Oscar per le musiche dei film The Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua e ben undici candidature per la mitica statuetta. Promette grandi emozioni la serata che l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone il 9 luglio alle 21 nella Basilica di Massenzio con il compositore Alexandre Desplat sul podio dell'orchestra della fondazione musicale per un viaggio attraverso le sue colonne sonore più celebri. Per il suo debutto ceciliano il musicista francese guiderà il pubblico tra suite e temi tratti da capolavori come Harry Potter e i doni della morte, The Tree of Life, Il curioso caso di Benjamin Button, Piccole Donne, La forma dell'acqua, The Imitation Game e Godzilla. Spazio anche alle collaborazioni artistiche che hanno segnato la sua carriera, tra cui la Suite Royale (con temi tratti da The Queen, Il discorso del Re e Lost King) e la Wes Anderson's Suite, che raccoglie brani da lui scritte per il regista texano (Fantastic Mr. Fox, The Grand Budapest Hotel e The French Dispatch). Figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo, Desplat ha esordito firmando le musiche per cinquanta film europei e ha fatto il suo ingresso trionfale a Hollywood nel 2003 con la partitura per La ragazza con l'orecchino di perla. Il maestro ha scritto musiche originali per oltre 130 film e ha ricevuto, oltre agli Oscar, tre premi BAFTA, tre premi César, due Golden Globe, due Grammy Award. Desplat ha collaborato con registi del calibro di Wes Anderson, Kathryn Bigelow, George Clooney, David Fincher, Stephen Frears, Greta Gerwig, Terrence Malick, Roman Polanski e Guillermo del Toro. La sua scrittura prende le mosse dalla sua formazione classica e da un bagaglio culturale eterogeneo che gli permette di integrare elementi di world music e strumentazioni jazz. In veste di direttore d'orchestra delle proprie opere, Desplat lavora regolarmente con compagini internazionali prestigiose. Ha composto brani inediti per Lang Lang, Jean-Yves Thibaudet ed Emmanuel Pahud. (ANSA).
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