Roccella, portato in Europa lavoro del Governo italiano sulla demografia

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - "Il governo Meloni ha messo la famiglia fra le proprie priorità e si è battuto fin dal primo giorno perché la transizione demografica fosse un asse portante dell'agenda europea. La denatalità è infatti un problema che affligge ormai tutta l'Europa e gran parte del mondo sviluppato, e questo impone analisi e risposte consapevoli e non semplicistiche". Lo afferma Eugenia Roccella, la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, che oggi ha partecipato a Bruxelles alla presentazione del rapporto della Commissione Ue sulla demografia. "Il rapporto europeo presentato dalla commissaria Dubravka Suica, insieme al vicepresidente Raffaele Fitto e alla presenza dei co-presidenti dell'intergruppo parlamentare europeo sulla demografia, fra i quali l'italiano Paolo Inselvini - afferma Roccella -, evidenzia la dimensione ormai planetaria della questione, mette in guardia dalla tentazione di affrontarla con ricette semplicistiche come i soli flussi migratori, e sottolinea come la portata strutturale del fenomeno, che dunque non può essere invertito dall'oggi al domani, richieda di affiancare alle politiche di contrasto della denatalità anche un governo delle nuove esigenze che in termini di welfare e di organizzazione sociale l'invecchiamento della popolazione porta con sé". Secondo la ministra, "il governo italiano, che ha ben chiara la dimensione globale della crisi, ha per la prima volta investito circa sei miliardi nelle sole leggi di bilancio, ai quali vanno giunti altri provvedimenti strutturali, producendo, come certificato dall'ufficio parlamentare di bilancio, benefici diretti e indiretti per le famiglie per decine di miliardi di euro. Investire per le famiglie, per i figli, per la conciliazione, per i servizi e i sostegni, significa anche preservare la coesione sociale e quel senso di comunità che è importante per favorire la vitalità. Oggi abbiamo portato la nostra esperienza in Europa - conclude Roccella -, per alimentare una visione comune e una comune risposta". (ANSA).
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