Ricostruzione di Arquata, 'ditte e progetti ci sono, ora rispettare i tempi'

(ANSA) - ANCONA, 23 GEN - "I progetti ci sono, le ditte ci sono, ora bisogna fare in modo che si rispettino i tempi". L'appello per l'accelerazione della ricostruzione post sisma, nell'anno del decennale dalle scosse del 2016 (24 agosto), è di Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei centri più colpiti dal terremoto che bersagliò Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, causando 299 morti di cui 52 ad Arquata del Tronto (48 nella frazione di Pescara del Tronto), devastata dal sisma. A margine di un convegno nella sede regionale di Palazzo Li Madou ad Ancona, promosso dall'Uncem (Unione nazionale comuni montani) Marche, sul tema del dissesto idrogeologico, Franchi ha parlato di un recente incontro a Roma, affiancato, tra gli altri, dai primi cittadini di Accumoli e Amatrice: "questo è un anno cruciale perché sono passati dieci anni e dobbiamo finalmente toccare con mano, raccogliere quello che abbiamo seminato - ha sottolineato il sindaco di Arquata -, soprattutto i progetti partiti per Arquata-Capoluogo, per Pescara del Tronto, vedere i primi lavori davvero sul territorio. Stiamo aspettando in questi giorni i sottoservizi a Pretare, sono stati già visti i primi cantieri. Sappiamo che nel periodo invernale è difficile partire però adesso i progetti ci sono, le ditte ci sono, bisogna solo fare in modo che si rispettano i tempi". "Abbiamo chiesto al commissario - ha riferito Franchi - di sollecitare le ditte, i progettisti affinché rispettino i tempi e soprattutto di fare in modo che per queste zone, le più colpite, non me ne voglia nessuno, si abbia un occhio di riguardo perché se facciamo le deroghe per tutti si rischia davvero che su 138 comuni, che i più colpiti vadano a velocità ridotta". "Non è colpa di nessuno, - ha precisato - però sapete benissimo che Arquata, Amatrice, nel Maceratese Visso, Ussita e Castelsantangelo hanno avuto tantissimi danni". "Questo deve essere un anno in cui non possiamo permetterci di sbagliare più: le norme ci sono tutte, quindi abbiamo chiesto soprattutto un occhio di riguardo su questi territori". La ricostruzione di Arquata del Tronto prevede un intervento strutturale e innovativo di messa in sicurezza sismica del centro storico, tramite un progetto attivato con un bando da 71 milioni di euro, basato su 328 tiranti per consolidare la collina (oltre 12.970 metri lineari) e due pozzi in cemento armato. Ci saranno anche un un monitoraggio satellitare e l'ausilio dell'IA, con lavori che includono il ripristino dei terrazzamenti e la ricostruzione dell'area. (ANSA).
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