Presidio davanti al Senato, 'Senza consenso è stupro'

Differenza Donna, non arretreremo di un millimetro

(ANSA) - ROMA, 08 APR - "Senza consenso è stupro" è lo striscione esposto dalle 15 davanti al Senato dalle esponenti dei centri anti violenza della Capitale, di Differenza Donna, di Non una di meno e di altre associazioni femministe. Circa 200 persone in totale, secondo le promotrici, che sono in presidio in occasione della prima riunione del Comitato ristretto sul ddl sul consenso, più noto come ddl Bongiorno. "Una proposta che segna - sottolinea Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna - un arretramento grave nella tutela dei diritti delle donne e nel contrasto alla violenza maschile. Il provvedimento introduce un cambiamento profondo e pericoloso nella definizione giuridica della violenza sessuale: si abbandona il riferimento all'assenza di un consenso libero e attuale per spostare il baricentro sulla dimostrazione della 'volontà contraria'. Si tratta di una scelta che rischia di riportare il processo penale dentro logiche già ampiamente criticate, in cui il comportamento della persona offesa viene sottoposto a scrutinio: si indagherà sulle sue reazioni, sulla sua storia personale, sulla sua credibilità. Si chiederà perché non ha reagito, perché non si è opposta 'abbastanza', perché non ha detto no in modo riconoscibile. Questo impianto normativo non rafforza la tutela, ma la indebolisce. Produce un effetto chiaro: sposta il fuoco dalla condotta di chi agisce violenza alla condotta di chi la subisce". Differenza Donna denuncia "con forza questo arretramento, che espone a un rischio concreto di vittimizzazione secondaria e si pone in contrasto con gli obblighi internazionali assunti dall'Italia, a partire dalla Convenzione di Istanbul e dalle raccomandazioni del Comitato Cedaw. La violenza sessuale non può essere ridefinita attraverso il filtro del dissenso" e chiede "il ritiro immediato del disegno di legge". (ANSA).

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