Peled, 'l'Italia è un attore chiave per la pace e la stabilità del Medio Oriente'

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - "Innanzitutto, credo che Israele, in quanto unica democrazia in Medio Oriente, sia sempre un tema di grande interesse e rilevanza" e "credo che l'attenzione dell'Italia derivi dal fatto che i due Paesi condividono molti valori e interessi comuni". Così Jonathan Peled, ambasciatore di Israele in Italia e a San Marino, intervistato da ANSA, interpreta l'interesse che l'opinione pubblica italiana ha riservato negli ultimi giorni ai risultati delle elezioni nel suo Paese. "Entrambi ci affacciamo sul Mediterraneo: ciò che accade in Israele e in Medio Oriente è di grande interesse e rilevanza per l'Italia, che agisce come attore chiave per la pace e la stabilità nella regione", ha aggiunto, ricordando "quanto sia significativa la presenza italiana in Libano, nell'ambito dell'Unifil e di altre forze di mantenimento della pace". L'Italia, ha voluto sottolineare Peled, "intrattiene rapporti economici con Israele e con l'intera area, e vi è una convergenza politica tra i due governi". Quelli passati in Italia alla guida dell'ambasciata israeliana sono stati "due anni e tre mesi straordinari della mia carriera diplomatica, probabilmente il culmine del mio percorso in questo ambito. Ho scoperto un Paese e un popolo incredibili: l'Italia e gli italiani" ha detto. Peled nel corso di novembre lascerà la sede di Roma per assumere l'incarico di ambasciatore d'Israele presso le Nazioni Unite a Ginevra. Quella in Italia, ha aggiunto, "un'esperienza molto positiva, seppur complessa e non facile". "Eppure, sento che il legame tra Israele e l'Italia è più solido di quanto le circostanze possano far pensare" ha detto il diplomatico, ribadendo di credere nel rapporto tra Italia e Israele: "credo negli interessi e nei valori che l'Italia e Israele condividono. Spero, e sono convinto, che riusciremo a ripristinare un eccellente rapporto tra i nostri due Paesi e che continueremo a far fiorire gli scambi in ambito economico, culturale, politico e accademico". Infine, Peled ha sottolineato di essere un uomo di dialogo e di aver molto apprezzato il confronto con i media italiani: "credo che, anche con chi non la pensa come noi, sia necessario sedersi a parlare. Si può anche concordare sul fatto di non essere d'accordo". (ANSA).
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