Parlamento Sicilia sarà parte civile in eventuale processo al presidente

Consiglio vota a favore; Dipasquale (Pd), Galvagno rispetta ruolo Assemblea

(ANSA) - PALERMO, 14 GEN - Il Parlamento siciliano sarà parte civile nell'eventuale processo al presidente Gaetano Galvagno (FdI), per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato, truffa e per un caso di corruzione. Lo ha deliberato il Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale, riunito stamani a Palazzo dei Normanni. Alla riunione era presente il presidente Galvagno che, secondo quanto appurato dall'ANSA, ha chiesto e fatto mettere a verbale che il Consiglio si esprimesse sulla base dei precedenti pareri dell'Avvocatura dello Stato su casi analoghi: per l'ex presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, accusato di peculato in un'altra inchiesta, gli avvocati dello Stato proposero all'Ars di costituirsi parte civile. Su dieci componenti del Consiglio di presidenza alla convocazione con all'ordine del giorno la delibera si sono presentati in nove (assente solo Riccardo Gallo di Fi), tra cui i sei deputati regionali espressione della maggioranza di centrodestra, ai quali proprio Galvagno avrebbe sollecitato di essere presenti per evitare la mancanza del numero legale, come confermato da esponenti delle opposizioni. Al momento della votazione Galvagno poi ha abbandonato la seduta del Consiglio, lasciando la presidenza al vicario Nuccio Di Paola (M5s). Sui sette presenti 5 sono stati i voti a favore della costituzione di parte civile, due gli astenuti che avevano assunto la stessa posizione nel caso di Miccichè. "Galvagno ha riconosciuto il ruolo del Parlamento, assumendo un atteggiamento di rispetto dell'istituzione nonostante sia lui la persona coinvolta - dice il deputato del Pd e componente del Consiglio Nello Dipasquale - Di tutt'altro avviso invece l'atteggiamento del presidente della Regione siciliana Renato Schifani, col governo che non si è costituito parte civile nei confronti dell'assessore regionale al Turismo Elvira Amata (FdI), per la quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione". (ANSA).

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