'Opera Balilla' sul liceo dedicato all'eroe partigiano, è polemica

Dal restauro riemerge la scritta fascista. Il nipote di Buratti si incatena al cancello

(ANSA) - VITERBO, 25 LUG - Sulla facciata restaurata del palazzo di via Tommaso Carletti che ospita il Liceo Classico viterbese, intitolato al partigiano eroe e martire, Mariano Buratti, è ritornata alla luce insieme a un vortice di polemiche la scritta del Ventennio: "Opera Balilla". Il dettaglio, emerso durante i lavori di restauro commissionati dalla Provincia con fondi Pnrr e monitorati dalla Soprintendenza, è stato segnalato dal giornale online Tusciaweb, e ha rispolverato una parte della storia dell'edificio che fu prima sede dell'Opera Nazionale Balilla, poi della Gil, la Gioventù Italiana del Littorio. La tensione nasce però da un cortocircuito simbolico: quel liceo, che nel dopoguerra abbandonò l'intitolazione a Umberto I, porta oggi il nome di un insegnante, ufficiale e soprattutto un partigiano, annoverato tra le figure più importanti della Resistenza viterbese e italiana. Buratti nasce a Bassano Romano, paesino del Viterbese, nel 1902. Insegnante, militare, rientra più volte nella Guardia di Finanza tra il 1941 e il 1943. Dopo l'armistizio, passa alla clandestinità e organizza sui monti Cimini la banda Buratti, formata in gran parte da ex militari e suoi allievi. Catturato, viene detenuto a Regina Coeli e fucilato a Forte Bravetta. In seguito, la Repubblica gli conferisce la medaglia d'oro al valor militare. Nei giorni scorsi il dibattito si è acceso, e infine è sfociato nel sit-in di questa mattina davanti alla scuola a cui erano presenti centinaia di viterbesi, il presidente dell'Anpi Viterbo, Enrico Mezzetti, il vicepresidente del Consiglio regionale, Enrico Panunzi (Pd) e numerosi esponenti della sinistra locale. Al centro, incatenato al cancello della scuola, il nipote di Buratti, Paolo Bianchini che ha definito la scritta "una dichiarazione di guerra. Rimarrò qui incatenato fino a che la scritta non sarà cancellata" ha detto subito dopo all'ANSA. (ANSA).

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