Olivia, 'in periferia fai i conti con quello che manca'

Save The Children, Paese che trascura i minori delle aree disagiate ipoteca il suo futuro

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - "A 17 anni non dovrei sapere a memoria quali lampioni sono rotti da mesi perché devo starci attenta ogni sera. Non è normale. Non è giusto. E soprattutto: non dovrebbe essere solo un problema mio. Il problema è che di cose così, nel mio quartiere, ce ne sono troppe. E ci siamo abituati ed è questa la cosa più brutta. Ci siamo abituati alle buche, ai treni che saltano, alle strade al buio. Ci siamo abituati a fare i conti con quello che manca, ogni giorno, senza nemmeno più nominarle queste cose perché tanto non cambia niente". A parlare è Olivia Monti, studentessa di 17 anni di Roma, vive ad Ostia, e il venerdì e sabato lavora in un pub. E' stata lei ad aprire i lavori di 'Impossibile 2026, la Biennale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza promossa da Save The Children che quest'anno ha affrontato il tema "Investire nelle periferie, investire nell'infanzia". Olivia ha inchiodato la platea dell'Acquario Romano della Capitale con il suo racconto personale e dettagliato di ciò che ad Ostia manca, come la biblioteca, e di ciò che le manca: un posto "per studiare in pace" perché la sua casa è piccola. Ha raccontato che il suo quartiere è "un mortorio" e si è chiesta "perché il centro non è così. Perché lì ci sono possibilità che qui non ho". Sempre lei però a rammentare a tutti che "il quartiere non sono i palazzi. Sono le persone. I miei amici sono quelli che ti aspettano sotto casa quando sei in ritardo di venti minuti e hai la testa piena. Non abbiamo molto. Ma quello che abbiamo lo teniamo stretto". A lanciare un duro monito è stato il presidente di Save The Children Claudio Tesauro: 'Un Paese che trascura i minori delle aree più vulnerabili ipoteca il suo futuro" ed ha proposto una via da percorrere per evitare di negare pari opportunità ai bambini e alle bambine, in base al luogo in cui crescono. "Chiediamo una legge - ha spiegato - per garantire nelle aree più vulnerabili spazi socio-educativi sicuri e accoglienti, attivi tutto l'anno, dove i minori possano trovare opportunità culturali, relazionali, ricreative, sportive e di sostegno educativo e psicologico". (ANSA).

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