Morto Daniele Amati, protagonista della fisica teorica mondiale

Storico direttore della SISSA e di Divisione teorica del Cern

(ANSA) - TRIESTE, 04 AGO - E' morto la notte scorsa il fisico teorico di fama internazionale Daniele Amati, che ha dato una impronta profonda e duratura nella storia della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), che ha diretto dal 1986 al 2001. Amati, che avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 11 agosto, fu anche responsabile della Divisione Teorica del CERN di Ginevra. "La SISSA che conosciamo oggi la dobbiamo a lui" fu la frase con cui la Sissa celebrò nel 2021 il novantesimo compleanno di Amati e che oggi i responsabili della Scuola richiamano alla memoria "con ancora maggiore intensità e commozione". Chiamato da Paolo Budinich a raccogliere l'eredità del fondatore, guidò una fase decisiva di crescita e trasformazione della SISSA, consolidandone il profilo internazionale e ampliandone gli ambiti di ricerca. Con la sua direzione nacque l'Area di Neuroscienze, che si affiancò alle storiche aree di Fisica e Matematica grazie a una concezione interdisciplinare lungimirante e alla collaborazione con alcuni dei più autorevoli studiosi mondiali. Amati fu, inoltre, tra i pionieri dell'editoria scientifica open access: alla SISSA promosse la nascita del Journal of High Energy Physics (JHEP), una delle prime riviste scientifiche interamente digitali e gestite dalla comunità dei ricercatori. Fu pioniere anche nelle attività della SISSA nel dialogo tra ricerca e società e nella comunicazione della scienza. Fino agli ultimi anni Amati ha mantenuto intatta la fiducia nella ricerca e nella conoscenza. Nato a Roma nel 1931 in una famiglia ebrea, fu costretto a trasferirsi in Argentina nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali. A Buenos Aires nacque la passione per la fisica; la sua formazione fu segnata dall'incontro con figure più influenti della fisica del Novecento, tra cui Richard Feynman, Enrico Fermi e Freeman Dyson. Dopo gli anni trascorsi tra Argentina, Brasile e Italia, nel 1959 entrò al CERN di Ginevra, dove lavorò per 30 anni. Collaborò con molti dei protagonisti della fisica moderna e della cultura e della politica internazionale, da Italo Calvino a Fidel Castro. (ANSA).

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