Morte avvelenate, in casa sequestrati dal pane al cestino dell'immondizia

(ANSA) - PESCARA, 25 AGO - Dai residui di pane al cestino per l'immondizia, dal contenitore con liquido medicale a una spazzola. Ci sono anche questi tra i 131 reperti sequestrati dalla polizia scientifica durante il sopralluogo di fine luglio nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, il paese del Molise dove sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia Sara per avvelenamento da ricina. Secondo quanto riferito dal Tg1, nella lista degli oggetti e dei liquidi sequestrati dagli investigatori ci sono anche un liquido per pavimenti, una borraccia e una bottiglia vuota. Ma, oltre ai sequestri, gli agenti della Scientifica hanno anche effettuato tamponi in ogni angolo della casa dove viveva la famiglia, compresi quelli sulle impronte di un paio di scarpe. Nell'abitazione c'erano anche guanti in gomma verdi, un sacchetto in plastica rosso con scritto 'Monique' e un filtro per aspirapolvere. Tutti oggetti sui quali potrebbe essere presente ancora qualche traccia del veleno che ha messo fine alla vita di madre e figlia nei giorni dello scorso Natale. Nello stesso giorno del sopralluogo, riferisce sempre il Tg1, gli investigatori sarebbero entrati anche nello studio di Gianni Di Vita, papà e marito delle due vittime che esercita l'attività di commercialista in un appartamento di fronte a quello di famiglia. (ANSA).
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