Morta in piscina, famiglia si oppone ad archiviazione inchiesta

(ANSA) - PALERMO, 13 SET - Lo studio legale Ingroia ha presentato l'opposizione all'archiviazione richiesta dalla Procura di Termini Imerse dell'inchiesta sulla morte della la giovane pallavolista Simona Scinà morta in una piscina di Bagheria, nel Palermitano, nella notte tra l'1 e il 2 agosto del 2025 mentre era in corso una festa di laurea. Secondo i magistrati il decesso sarebbe stato un incidente. E a sostegno di questa tesi citano l'assoluta mancanza di ferite e che la ragazza aveva un tasso alcolico elevato. I familiari di Simona Cinà hanno sempre contestato la ricostruzione che possa essere morta annegata. E adesso arriva, tramite i loro legali, l'opposizione alla richiesta di archiviazione. Per "illustrare gli aspetti di fondamentale importanza in merito alla ricostruzione della verità sul caso", lo Studio Ingroia ha convocato per domani una conferenza stampa alle 16 in via Marchese di Villabianca 209. All'incontro saranno presenti gli avvocati Antonio Ingroia e Paolo Ingroia, membri del collegio difensivo, e i familiari di Simona Cinà, che "vogliono manifestare tutta la loro amarezza per il mancato accertamento della verità sulla morte della figlia a più di un anno da una tragedia che poteva essere evitata e che non intendono rassegnarsi ad una fredda ed assurda archiviazione del caso senza l'individuazione di alcuna responsabilità". Per la Procura di Termini Imerese la tesi dell'omicidio non reggerebbe anche perché sarebbe stato impossibile per gli oltre 30 presenti alla festa non accorgersi di una colluttazione. (ANSA).
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