Morta 30 anni fa a Cagliari, nei vestiti un frammento gommoso di pneumatico

Resi noti alcuni dei risultati ottenuti dalle analisi del Ris

(ANSA) - CAGLIARI, 04 FEB - Emergono nuovi particolari sugli accertamenti tecnici eseguiti sui vestiti di Manuela Murgia, la ragazza di 16 anni trovata morta a Cagliari, nel canyon della necropoli di Tuvixeddu, il 5 febbraio 1995 e il cui caso fu inizialmente chiuso come suicidio, poi riaperto il 30 marzo dello scorso anno dopo le ripetute richieste arrivate dai familiari della vittima. La settimana scorsa si è tenuto l'incidente probatorio nel quale sono stati presentati i risultati delle analisi condotte dai carabinieri del Ris di Cagliari nominati dal gip per recuperare e poi comparare tracce di Dna trovate sugli indumenti della ragazza. Gli accertamenti hanno di fatto scagionato l'unico indagato, l'ex fidanzato della vittima, Enrico Astero, oggi 54enne. Ora gli avvocati Bachisio Mele, Maria F. Marras e Giulia Lai, che rappresentano i familiari di Manuela, e il medico legale Roberto Demontis, loro consulente, hanno reso noto nuovi particolari emersi nel corso delle analisi. "E' stato rinvenuto un micro-frammento gommoso con forte presenza di nerofumo, compatibile con componenti di pneumatici in commercio negli anni '90", riferiscono i legali secondo i quali "questo elemento deve essere valutato nel contesto complessivo delle tracce e del quadro lesivo, anche in considerazione che l'area era chiusa all'accesso di veicoli già dal 1985, tramite cancelli con lucchetto". Secondo gli avvocati "l'esclusione di uno specifico soggetto come donatore non equivale in alcun modo all'assenza di terzi coinvolti, tanto più che i profili genetici restano disponibili per futuri confronti", come annunciato al termine dell'incidente probatorio. (ANSA).

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