Milano celebra Dalì e la moda che per lui era strumento d'identità

Duecento opere a Palazzo Reale fino al 31 gennaio

(ANSA) - MILANO, 23 SET - A Milano in piena settimana della moda una mostra indaga per la prima volta il rapporto tra Salvador Dalí con questo mondo, che l'artista considerava strumento di costruzione dell'identità, trasformazione del corpo e comunicazione. Palazzo Reale apre la nuova stagione espositiva con un progetto di respiro internazionale, 'Dalí e la Moda', in programma dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. "Dalí amava profondamente i sistemi della moda: se ne appropriò, li imitò e li trasformò in arte", afferma la curatrice della mostra Judith Clark. "Palazzo Reale, con questo progetto inedito, conferma la propria vocazione a rileggere i grandi artisti attraverso prospettive sempre nuove", ha spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Oltre 200 opere e documenti - dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, accessori, oggetti e filmati, molti mai esposti in Italia - provengono dalle tre maggiori collezioni di opere di Dalí al mondo: la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, il Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida, e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. A queste si aggiungono gli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne. Il percorso mette in relazione le opere dell'artista con una selezione di capi e accessori appartenuti a Dalí e Gala, la sua compagna, presentati per la prima volta fuori dalla Spagna. Il rapporto tra guardaroba e pittura emerge anche nei numerosi dipinti in cui Dalí rappresenta gli abiti con straordinaria precisione. Una delle più feconde collaborazioni tra arte e moda del Novecento nasce nel 1936, quando Dalì firma per Elsa Schiaparelli la sua prima vetrina per il grande magazzino Bonwit Teller di New York. Poi c'è il dialogo con Coco Chanel che si estende alla scena teatrale: nel 1939 la stilista collabora ai costumi di Bacchanale, produzione per la quale Dalí realizza anche scenografia e libretto. (ANSA).

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