Martone, Scherzetto con Servillo 'tra commedia, dramma e ghost story

(dell'inviata Francesca Pierleoni) (ANSA) - VENEZIA, 10 SET - Due personaggi, "agli estremi della vita", un nonno e un nipote di cinque anni. Così Mario Martone descrive i protagonisti, interpretati rispettivamente da Toni Servillo e il piccolo Lorenzo Pezzotta in Scherzetto, l'adattamento del romanzo omonimo (Einaudi) di Domenico Starnone che debutta alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso e sarà prossimamente in sala con 01 Distribution. Nel cast anche Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni Ludeno. "Starnone è uno scrittore universale e credo che qualunque lettore in qualunque parte del mondo vi trovi qualcosa che risuoni. Nel mio caso, da napoletano nato nel 1959 cresciuto in una famiglia con una certa cultura patriarcale, io ho trovato in tanti dei suoi libri cose che mi hanno toccato - aggiunge il regista coautore della sceneggiatura con Ippolita di Majo -. Qui mi ha colpito il carattere prismatico del libro che mi permetteva di fare un film con tante facce: ha una parte comica, una drammatica, una inquietante, una da ghost story. E' una riflessione sul tempo che passa e su una vita piena di ripensamenti, ed è anche un film sull'arte". La storia (producono Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con Edi Effetti Digitali Italiani e Picomedia), racconta Il settantenne Daniele Mallarico (Servillo), noto illustratore uscito da poco dall'ospedale, che accetta di restare nella vecchia casa di famiglia a Napoli, dove ora vive la figlia, matematica, Betta (Serena Rossi) con marito e figlio, per badare quattro giorni al brillante e irrefrenabile nipote di cinque anni, Mario (Pezzotta), mentre i genitori sono fuori per un viaggio di lavoro. "Sapevamo che la difficoltà più grande era quella di fare un film con un bambino di cinque anni , ma ci è venuto incontro lui - racconta Servillo - che non ha nessuna malizia, né quel pizzico di manierismo napoletano per la volontà di fare l'attore. Ha interpretato tutta questa avventura senza fare distinzioni tra i momenti in cui si girava e i momenti in cui non si girava. Ci ha invitato a vivere con lui un enorme gioco, al quale noi ci siamo abbandonati". Oltretutto " Lorenzo arrivava con le battute perfette tutti i giorni, sapeva anche le mie e se io qualche volta mi sbagliavo lui mi correggeva". Un amore per l'esperienza del film, confermata dal brillante Lorenzo Pezzotta, che definisce Servillo "un nonno bravissimo. Mi sono molto divertito... speriamo si faccia il numero 2 (il sequel, ndr)". Serena Rossi (che prima della proiezione ufficiale riceve al lido il Premio Campari Passion for Film) dà volto alla mamma di Mario, "una matematica, una donna in carriera, con un marito che fa il suo stesso mestiere e questo crea un po' di conflitti. Per me è stato veramente un regalo essere invitata in questo bellissimo progetto, del romanzo mi sono innamorata, e l'idea di essere la figlia di Toni Servillo era un sogno". Servillo ha amato anche il percorso intimo del suo personaggio: "Daniele ha voluto affrancarsi dalla sua origine molto popolare, da quella violenza, da quella approssimazione ed è diventato un venerato maestro dell'illustrazione a Milano in tutto un altro mondo. A Napoli si trova a riflettere sulla sua arte, sulla sua immagine di artista, sul credito che ha nei confronti degli altri". Molto soddisfatto dell'adattamento è anche Starnone: "Un libro per il cinema è una piattaforma di lancio, lo si legge e poi si passa a un altro linguaggio - spiega lo scrittore -. il film l'ho trovato bellissimo. Io tenevo molto che fosse realizzato e che a farlo fosse Mario, anche se sapevo che sarebbe stato molto difficile, perché è un racconto fatto di piccoli movimenti e grandi riflessioni, ed ha registri diversi. Il film dal mio punto di vista ha risolto tutti i problemi che il libro poneva". (ANSA).
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