Malofeeev e Hagen, per la Filarmonica della Scala tour nel segno dei giovani

(di Bianca Maria Manfredi) (ANSA) - SAN SEBASTIAN, 30 AGO - E' (anche) nel segno dei giovani la tournée della Scala di Milano, partita da Santander con un concerto dedicato a Cajkovskii e Rachmaninov con il pianista Alexander Malofeev che a 24 anni è ormai di casa con l'orchestra e proseguita ieri a San Sebastian con la violoncellista Julia Hagen, che due anni fa ha vinto il premio giovani Ubs e fatto il suo debutto con i Wiener Philharmoniker al festival di Lucerna, e ieri ha suonato per la prima volta con la Filarmonica della Scala, alla Quincena musical, la rassegna musicale estiva della città basca arrivata alla 87ma edizione. In questo caso in un programma che ha accostato il concerto per violoncello di Antonin Dvorak con la Sinfonia del nuovo mondo. Ma l'attenzione per i giovani talenti è solo uno degli aspetti di una tournée - diretta da Riccardo Chailly che ha superato i 120 concerti all'estero sul podio della Filarmonica - impegnativa se non per lunghezza per contenuto: sei concerti a Santander, San Sebastian, Linz e Praga con tre programmi diversi. Maloveef ha debuttato alla Scala a 15 anni con la Filarmonica è già stato in tour più volte e a 24 anni ha eseguito con loro il quarto concerto di Rachmaninov, complessa partitura che ripeterà anche anche a Praga il 6 settembre, che ha poi proseguito concedendo un bis con il Pas de deux dallo Schiaccianoci di Cajkovskij musicato da Mikhail Pletnev. La filarmonica ha poi proseguito con la Quarta di Cajkovskij e con un bis dedicato a Rachmaninov, la Danza degli uomini dall'opera Aleko. Hagen ieri, per il suo debutto con l'orchestra milanese, ha invece scelto come bis di fare un omaggio alla Spagna, con un brano di Gaspar Cassadò. "Non l'avevo mai suonato, pensavo fosse il posto giusto - ha spiegato - con i rimandi al concerto di Dvorak che ci sono". Un omaggio al pubblico locale, cose che lei tiene a fare scegliendo brani diversi in "posti diversi, diverse città, diverse sale. Dipende anche da chi è l'orchestra, chi è il direttore, quale è l'acustica della sala e come mi sento io" racconta con un sorriso e un atteggiamento tutt'altro che da diva. Un atteggiamento che dimostra anche nel concerto per violoncello. "Una interpretazione intimistica la mia? In questo brano non sono sempre protagonista, ci sono dei punti dive accompagno clarinetto e flauto, ad esempio, quindi ci sono dei momento in cui riduco". E a proposito di Filarmonica e giovani, anche l'orchestra sta ormai da qualche anno attraversando un processo di ringiovanimento con pensionamenti e nuovi arrivi che ne ha abbassato l'età media. Esempio, appunto, il primo clarinetto ieri accompagnato da Hagen, Aaron Chiesa, trent'anni da compiere, con cui a fine esibizione si è scambiata complimenti sinceri. Quello di Dvorak è un concerto che ha già eseguito più volte e che ha studiato molto. "Ho provato molto per poter fare qualsiasi cosa mi venisse chiesta dal maestro Chailly. In questi giorni ho imparato tanto" assicura la violoncellista figlia d'arte che a Praga eseguirà di nuovo questa composizione insieme alla filarmonica il 5 settembre nella tana del lupo ovvero nel concerto inaugurale del Festival Dvorak,. Il giorno dopo poi sarà Malofeev a salire sul palco per il Rach 4 e poi lasciare spazio alla Quarta di Cajkovskij. e a Utyos, altro brano di Rachmaninov. Oggi invece la Filarmonica si prepara a suonare a San Sebastian con l'Orfeón Donostiarra, il coro creato a fine '800 che è uno dei fiori all'occhiello musicali dei Paesi Baschi, in programma la quarta di Caijkovskij ma soprattutto i Pezzi sacri di Giuseppe Verdi e l'ouverture della Forza del destino. (ANSA).
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