Madre vittima Rigopiano, sentenza dica che potevano essere salvati

(ANSA) - TERNI, 12 FEB - "Purtroppo dobbiamo accettare quello che è stato deciso. Dopo averne viste tante, dico che forse poteva anche andare peggio per noi. Non mi interessa il fatto che nessuno vada in carcere, sinceramente, ma che nella sentenza, nelle sue motivazioni, si riconosca che le povere vittime del Rigopiano, tutte persone splendide come i loro cari, potevano e dovevano essere salvate": a parlare è Antonella Pastorelli, mamma di Alessandro Riccetti, receptionist dell'hotel travolto dalla valanga che nel gennaio 2017 ha ucciso 29 persone. Lo fa con l'ANSA il giorno dopo della sentenza del processo d'appello bis celebrato a Perugia. "E' stato un processo estenuante e siamo tutti molto provati - sottolinea Antonella Pastorelli - e, oltre la giustizia, è fondamentale che quanto accaduto insegni e ribadisca a tutti come ci si deve comportare in casi del genere. Perché non succeda più". Il ricordo di Alessandro, morto a 33 anni, è più vivo che mai. "La sua è stata una vita piena di belle cose - dice la madre -, come la nostra che ha riempito con amore ed energia. Era un esempio: cinque mesi dopo la scomparsa del papà, si è laureato e poi ha iniziato a lavorare, in Germania e quindi in Italia, con sacrificio e dedizione. Quando era a Parigi per l'Erasmus, nei ritagli di tempo fra una lezione e l'altra andava a servire i pasti ai clochard. Aveva una fede molto forte ed aveva trovato in Comunione e Liberazione un riferimento vero. Ha donato amore a tutti, era intraprendente, non ha mai avuto paura di buttarsi e ringrazio il Signore che ci ha donato una persona come lui. Di quei giorni della tragedia, ricordo la sua ultima foto che ho ricevuto, di pomeriggio. Aveva una faccia brutta e non era lui: gli avevano appena detto che la turbina non sarebbe arrivata. Poi è successo quello che è successo". (ANSA).
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