L'Università di Padova trova le cave dei Romani nei Colli Euganei

I materiali usati per i grandi cantieri dell'epoca imperiale

(ANSA) - PADOVA, 24 APR - Il progetto di ricerca EuQuGeA (Geoarchaeology of Euganean Quarrying from Research to Valorization), promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Padova col supporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha identificato nei Colli Euganei le cave romane che rifornivano i grandi cantieri imperiali. Il team di ricerca, guidato da Michele Secco dell'Università di Padova, ha identificato per la prima volta le aree di estrazione e la tipologia dei materiali vulcanici che hanno alimentato i cantieri. Se già nel 2024 un altro studio aveva rilevato come per le grandi infrastrutture di Aquileia e della Laguna di Venezia i Romani importassero via mare direttamente dalla Campania la celebre e costosa "Pozzolana Flegrea" citata da Vitruvio, Secco spiega che "nei Colli Euganei gli ingegneri romani seppero individuare e sfruttare un'alternativa a Km 0 di pari efficacia. È la dimostrazione lampante della conoscenza capillare e di incredibile dettaglio delle georisorse locali e della loro ottimizzazione nei cantieri: un sapere ingegneristico straordinario andato poi perduto nel corso dei secoli e oggi finalmente riscoperto grazie al progetto EuQuGeA". Gli studi su cui si basano le scoperte sono due. Nel primo, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, la tecnologia Lidar (Light Detection and Ranging) montata su droni ha mappato dal cielo il territorio dei Colli Euganei, permettendo di "spogliarne" virtualmente la fitta vegetazione boschiva. Da lì la squadra ha mappato il terreno, distinguendo le tracce di antiche cave dalle naturali modificazioni e concavità del suolo. Ciò ha permesso di individuare diversi siti estrattivi, a partire da due esempi di primo piano: uno all'interno all'interno del parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme e l'altro in Via Scagliara, a sud di Monte Oliveto, nella località di Turri. Il secondo lavoro, pubblicato su Plos One, attraverso analisi di laboratorio ha permesso di rilevare come gli antichi romani proprio dalla cava di Villa Draghi estraessero una specifica "Pozzolana Euganea", selezionata per realizzare i resistenti calcestruzzi delle terme di Fons Aponi, l'antica Montegrotto Terme. Lo stesso materiale è stato ritrovato anche nelle terme antiche di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia, a dimostrazione che era considerato un prodotto pregiato e quindi commercializzato su medie e lunghe distanze. (ANSA).

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