Leo Gassmann, 'Lovers porta luce, la strada per affermare i diritti è lunga'

'Musica e cinema complementari. Torino tra le quattro città che amo'

(ANSA) - TORINO, 20 APR - L'arte deve contribuire ad abbattere barriere e creare consapevolezza. E' la riflessione di Leo Gassmann, ospite speciale del Lovers Film Festival a Torino, con una performance musicale - le canzoni scelte sono Oltre e Il girasole - in apertura alla proiezione del film Bookends" al Cinema Massimo. "Questo è un festival che porta luce e speranza, dà spazio a chi spesso non viene raccontato abbastanza e aiuta ad ampliare gli orizzonti", racconta. Un impegno che l'artista porta avanti anche nella sua musica, cercando di trasmettere valori di apertura e rispetto. Nonostante i progressi degli ultimi anni, secondo Gassmann c'è ancora molto da fare sul fronte dei diritti civili, soprattutto in Italia. Episodi recenti di omofobia come quello di Torino, dove è stato aggredito un giurato del festival, lo dimostrano: "La violenza nasce spesso dall'ignoranza. Per questo è fondamentale continuare a parlare e raccontare". Nel suo percorso personale, il cantautore romano parla del ruolo centrale che ha avuto la famiglia. Con il padre, Alessandro Gassmann, non ha ancora lavorato, mentre con la madre, Sabrina Knaflitz, ha condiviso una tournée teatrale durata due mesi. "È stata un'occasione per stare insieme e chiudere un cerchio: sono cresciuto nei teatri con loro". Diviso tra musica e cinema, Gassmann non sceglie: "Sono due anime che convivono". Nel film La verità ha interpretato un ragazzo omosessuale, evitando stereotipi: "Il punto non era l'identità, ma la difficoltà di dire la verità alla famiglia e seguire la propria strada", spiega. Il suo percorso è segnato dal rischio: dalla partecipazione a X Factor fino ai ruoli più impegnativi. "Mi piace mettermi in gioco: anche sbagliare fa parte della crescita". Se la recitazione è stata influenzata dall'ambiente familiare, la musica rappresenta una conquista personale. Il nuovo album, Vita Vera Paradiso, segna una maturità artistica: "È un disco che parla di luce e buio, e che mi fa stare bene quando lo canto". Tra i suoi 'preferiti' cita Robin Williams, Will Smith e Brendan Fraser, mentre in Italia ammira Pierfrancesco Favino. Sul cinema italiano, Gassmann vede grandi potenzialità ma invita a puntare su storie originali: "Servono film scritti bene, capaci di emozionare e arrivare anche all'estero". Torino? "E' una delle quattro città che preferisco con Roma, Napoli e Bari". (ANSA).

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