Lee Chang-dong, 'oggi i lavoratori vengono sempre più sminuiti'

In gara a Venezia con Possible Love, scelto dal Sud Corea per la corsa agli Oscar

(dell'inviata Francesca Pierleoni) (ANSA) - VENEZIA, 06 SET - Una domanda "che mi sono sempre fatto come narratore è quanto riesca realmente ad essere sincero nel raccontare le persone nelle mie storie, il loro dolore, che si tratti di operai, emarginati o studenti che lottano per la democrazia". Allo stesso tempo, "penso che il nostro compito sia profondamente legato alla vita di ogni lavoratore che vive in quest'epoca e vede il proprio lavoro sempre più sminuito". Lo spiega al Lido Lee Chang-dong, parlando del suo nuovo film, Possible Love, in concorso alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia e dal 6 novembre su Netflix. Il ritorno al cinema del grande cineasta, otto anni dopo Burning, è già stato selezionato per rappresentare la Corea del sud nella corsa per L'Oscar al miglior film internazionale. Una storia che si lega al progetto internazionale di rivisitare attraverso le opere di grandi cineasti il decalogo di Kieslowski. Il primo film è stato Parallel Lives di Asghar Farhadi a Cannes, che prendeva spunto dal capitolo 'Non commettere atti impuri'. Lee Chang-dong invece è partito da Non desiderare la roba d'altri, sviluppando comunque un racconto del tutto indipendente, recitato in gran parte da attori con i quali ha un profondo sodalizio. Al centro della storia ci sono due coppie sposate, che si trovano a creare dei legami rivelatori su dolori, sogni e desideri fino ad allora taciuti. Mi-ok (Jeon Do-yeon) è la moglie, piena di vita e brillante di Ho-seok (Sul Kyung-gu), operaio che ha tentato inutilmente di salvare con i compagni il suo posto di lavoro con uno sciopero a oltranza, interrotto dall'intervento della polizia che l'ha picchiato duramente. L'altra coppia è formata da Ye-ji (Cho Yeo-jeong), documentarista che sta realizzando un film proprio sui lavoratori licenziati, e suo marito Sang-woo (Zo In-sung), ricco uomo d'affari molto competitivo che però incoraggia il lavoro della moglie. Il rapporto di apparente amicizia e confidenza che si crea fra i quattro nasconde dinamiche meno limpide di quanto sembri. "Sono passati otto anni da Burning, e in questo lasso di tempo ho percepito profondamente quanto le nostre vite si siano trasformate e siano cambiate - aggiunge il cineasta coreano -. Sono successe molte cose in questo periodo: c'è stato il Covid, una fase in cui ho pensato che il rapporto tra gli esseri umani e anche con il cinema, dove non si poteva più andare, stesse cambiando radicalmente. E quindi è sorta spontanea la domanda: cosa significa fare film adesso? Il cinema può ancora unire le persone e connetterle? Credo che Possible Love sia il risultato di queste domande che ci siamo posti sul cinema e sui cambiamenti fondamentali che stanno avvenendo nelle relazioni umane". (ANSA).

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi