Jovanotti alla Fondazione Foqus, "La poesia è una forma d'arte simile alla musica"

Lorenzo pronto ad abbracciare il suo pubblico all'Ippodromo di Agnano il 5 settembre

(di Carmine Bonanni) - NAPOLI, 09 MAG - "La poesia ha a che fare con uno sforzo, perché spesso non capisci quello che hai letto. Le parole non ti dicono niente. Non capisci neanche perché, certe virgole, certi accapo, però magari ci torni. E se ci torni, poi una frase risuona. E' un inesauribile rapporto che si stabilisce con questa forma letteraria che è simile alla musica". Il
"poeta" Jovanotti presenta alla Fondazione Foqus di Napoli "Poesie da
viaggio", un libro che esce quattro anni dopo "Poesie da
spiaggia", realizzato insieme all'autore ed editore Nicola
 Crocetti.
 "In fondo - spiega Lorenzo Cherubini - un romanzo lo leggi, ci
puoi tornare nella tua vita e vedere come sei cambiato
rispetto a quel testo e questa è una cosa che succede con i
 grandi classici. Una poesia invece la puoi leggere e rileggere, poi magari la ritrovi fra 10 anni. E questo rende questa forma unica". "Non sono un uomo di cultura nel senso accademico del termine. Sono un appassionato - spiega l'artista - per cui la mia è veramente una passione condivisa con entusiasmo, però non c'è nessuna autorevolezza nelle mie scelte. Grazie al cielo mi riparo sotto l'ombrello di Nicola Crocetti che conferisce a tutto questo il carisma di un uomo che la poesia in Italia l'ha stampata, ha lottato perché venisse distribuita, ha fondato una rivista che con fatica è riuscita a sopravvivere per tanti anni". "In questo libro legato al viaggio - continua Jova - ci sono poesie
 d'amore, ci sono poesie di morte, ci sono poesie di che parlano di orizzonti, che parlano di chilometri, che parlano di migrazione. La poesia e la canzone senza dubbio sono legate, sebbene la canzone sia un altro formato, un altro genere. La canzone, soprattutto quella popolare, attinge alla poesia e a volte ci può cascare dentro, ma non è automatico".
 Jovanotti parla anche del Jova Summer Party che approda il 5
settembre all'Ippodromo di Agnano. "Sembra quasi scontato dire che sono felice di suonare a Napoli, dire quanta gioia ci può essere a suonare in questa città che ha prodotto la più bella musica del mondo e gli artisti più rilevanti, non solo per la mia generazione, perché continua a farlo. Prima ero in un bar a prendere un caffè, c'era una una tv che mandava della musica, ogni tre video uno era di Samurai Jay. Quella napoletana è un'altra lingua, è molto difficile, faccio fatica e i napoletani sono molto critici".
 L'incontro con Jovanotti si inserisce nel calendario degli
appuntamenti di Feltrinelli Librerie a Napoli nella corte di
Foqus ai Quartieri Spagnoli.


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