Istat, web usato da oltre la metà degli italiani tra i 16 e i 74 anni per informarsi

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Le piattaforme e lo streaming introducono la visione on demand e modificano il modello della tv generalista (secondo Agcom, nel terzo trimestre 2025 gli utenti unici delle piattaforme di video on demand a pagamento erano 15,7 milioni e per quelle gratuite circa 38 milioni) e nel 2025 in Italia, anche se in ultima posizione tra i Paesi europei, Internet era utilizzato da oltre la metà della popolazione tra i 16 e i 74 anni per accedere a siti di informazione e di giornali, con una crescita del 15% rispetto al 2013. Lo spiegano i dati della quarta pubblicazione di StorieDiDati "Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo" illustrati durante l'Istat talk: "Libri, letture, musei, cinema, teatro... cento anni di consumi culturali degli italiani" con gli autori dell'indagine. Lo studio ripercorre anche i cambiamenti, attraverso i decenni, delle abitudini degli italiani nell'approccio ai mezzi di comunicazione: "Gli anni '90 rappresentano il momento di picco nella diffusione dei media tradizionali - si sottolinea -: quasi il 40% della popolazione ascoltava regolarmente la radio, e tra il 1965 e il 1994 i lettori di giornali erano cresciuti dal 31,6% fino al 64,6% delle persone di almeno 11 anni. Nel trentennio seguente i fruitori di queste fonti di informazione e intrattenimento calano costantemente: gli spettatori regolari della tv scendono sotto il 70%, quelli della radio sotto il 30% e i lettori dei quotidiani diminuiscono - in particolare nell'ultimo quindicennio - fino al 26% nel 2025; queste tendenze sono in gran parte associate all'emergere della dimensione digitale nell'intrattenimento e nell'informazione: tra il 2001 e il 2025 gli utenti regolari di Internet passano dal 20 a circa l'80% della popolazione di 6 anni e più". (ANSA).
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