Iran, presidio a Firenze 'Aiutateci a sconfiggere il regime'

Un centinaio i presenti. 'Dobbiamo essere tutti uniti, qui come a Teheran'

(ANSA) - FIRENZE, 20 GEN - In terra una bandiera iraniana con impronte insanguinate, la scritta 'Donna vita libertà' e le foto di alcune delle vittime del regime, in mano candele per tenere una luce accesa su quanto sta accadendo a Teheran. Così un nuovo presidio a Firenze, nel pomeriggio, in solidarietà col popolo iraniano. Erano un centinaio i partecipanti in piazza Sant'Ambrogio. L'iniziativa è stata promossa da associazioni e sindacati, fra cui Amnesty ad Arci e Cgil, passando per Cospe, Mani Tese fino a Donna Vita libertà, Donne libere Iraniane, Donne insieme per la pace. "Sentiamo il bisogno di parlare di quello che sta succedendo in Iran perché stanno uccidendo le persone per per niente, persone che non hanno niente di mano e stanno lottando con le mani nude da 47 anni. E ogni volta che cominciato una rivolta è finita in sangue - dice Ghissu, presidente di Donna vita libertà di Firenze - Aiutateci a sconfiggere questo regime sanguinario con la chiusura delle ambasciate, richiamando gli ambasciatori e bloccando i soldi che i familiari del regime portano all'estero, ma non viene fatto niente", aggiunge. "Nessuno vuole la guerra, però a mani nude non si può fare niente. Abbiamo visto nelle varie rivolte che sono state uccise tantissime persone, ma questa volta non ci sono numeri certi perché internet è stato bloccato". In piazza anche lo sostenitore di Reza Pahlavi, con qualche fischio e il grido 'viva lo Scià' che ha interrotto alcuni interventi. "È molto importante stare tutti insieme - spiega Ghissu riferendosi alle iniziative separate che si sono svolte in questi giorni tra le varie anime della diaspora -. In Iran anche se hanno ideologie diverse, stanno lottando, combattendo tutti insieme. All'estero purtroppo non è così, ognuno pensa al suo gruppo, alla propria ideologia", inoltre "voglio precisare che tutte le persone che dicono slogan per lo Scià non è che sono per lui, ma hanno trovato in lui l'unica persona che è riuscita a mettere insieme tutto il popolo in Iran per portare avanti queste proteste. È inutile farci ora la guerra per poter scegliere il futuro governo. Ora non ha senso parlare di monarchia o repubblica dell'Iran, ora basta che cada la Repubblica islamica". (ANSA).

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