Iran: Donelli (UniTs), troppo presto per parlare di cambio di regime

Docente Relazioni internazionali, a Teheran struttura diversa da Venezuela

(ANSA) - TRIESTE, 01 MAR - "In quaranta anni in Iran è stata creata e consolidata una struttura politico-istituzionale che può andare avanti e funzionare" anche in caso di attacchi come quello in corso. Dunque, "è ancora presto per parlare di regime che crolla". A sostenerlo è Federico Donelli, docente di Relazioni internazionali all'Università di Trieste, in una intervista all'ANSA sulla situazione in Medio Oriente. L'impressione che si ricava dalle notizie diffuse in queste ore, secondo il docente, è che "manca l'aspetto politico alle operazioni militari. Già in Venezuela non si è capito il post, ma qui" la situazione è ancora più complessa. Nel Paese sudamericano "la struttura era verticale" quindi eliminato il vertice cambia la situazione, ma in Iran anche se, come sembra, "sono stati decapitati alcuni centri di potere, la struttura politico-istituzionale e le forze militari sono organizzate in modo orizzontale". Certo, la morte di Khamenei è "un cambiamento significativo perché apre una nuova fase per il Paese" ma "sappiamo che è già stata nominata una leadership ad interim che servirà a gestire questa fase di emergenza per poi avviare una nuova selezione interna all'élite". Il docente segnala due fattori importanti: la dissidenza interna all'Iran non vuole una sostituzione degli ayatollah con vertici decisi da Usa o da Israele; poi "c'è l'elefante nella stanza": nessun paese del Golfo "vuole Israele leader regionale". (ANSA).

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