Inps, cresce la presenza delle donne nel giornalismo ma resta il divario retributivo

(ANSA) - ROMA, 28 SET - Il divario occupazionale e retributivo tra uomini e donne resta ampio in Italia, nonostante una crescente presenza femminile nel mondo del lavoro e, in particolare, nel giornalismo. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile si è attestato al 53,3%, contro il 71,1% degli uomini, con una differenza di quasi 18 punti percentuali, a fronte di un divario di circa 10 punti nella media europea. È quanto emerge dallo studio di Monica Paiella dell'Inps, elaborato per GiULiA giornaliste e presentato a Roma al Senato, che fotografa anche le persistenti differenze economiche e professionali tra uomini e donne. Nel settore privato, nel 2024, la retribuzione annuale media è stata di circa 25.800 euro per gli uomini contro i 18.300 euro delle donne. Nel pubblico il divario risulta più contenuto, pur attestandosi intorno al 16%. Anche nel settore dell'informazione la crescita della presenza femminile non si traduce ancora in una piena parità economica e nelle opportunità di carriera. Nel 2024 le donne rappresentano il 43% dei giornalisti dipendenti, un punto percentuale in più rispetto al biennio 2022-2023. Tra le giornaliste più giovani, fino ai 30 anni, la presenza femminile supera quella maschile e le retribuzioni risultano mediamente superiori del 5,3%. Con l'avanzare dell'età, però, il divario torna a crescere e raggiunge il 16% nella fascia tra 56 e 60 anni. Nel biennio 2022-2024 le retribuzioni delle giornaliste sono aumentate complessivamente del 7%, contro il 4% degli uomini, ma la crescita non ha ancora compensato le disuguaglianze maturate nel corso delle carriere. Nella fascia di reddito superiore ai 100mila euro annui, inoltre, le donne rappresentano circa un giornalista su tre. Tra i fattori che incidono sul divario figurano il maggiore ricorso al part time, particolarmente elevato nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 64% in Sicilia e il 63% in Calabria, la concentrazione delle lavoratrici in settori e imprese caratterizzati da retribuzioni più basse e le difficoltà di accesso alle posizioni apicali. Un ruolo rilevante è attribuito anche al lavoro di cura e all'impatto della maternità sulla continuità lavorativa e sulla crescita dei redditi (la cosiddetta child penalty, la penalizzazione sul reddito femminile con l'ingresso in materanità). A quindici anni dalla nascita di GiULiA, lo studio restituisce dunque un quadro in cui la presenza femminile nel giornalismo è cresciuta, ma persistono differenze nelle retribuzioni e nelle opportunità di carriera, legate anche a fattori strutturali dell'organizzazione del lavoro. (ANSA).
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