In concorso alla Berlinale 'Nina Roza', nel cast Chiara Caselli

(di Francesco Gallo) (ANSA) - BERLINO, 16 FEB - È una sorta di Ulisse involontario il protagonista di 'Nina Roza' di Geneviève Dulude-de Celles, regista e produttrice e già vincitrice del Crystal Bear al Festival di Berlino con 'Une colonie' nel 2019. In quest'ultima opera, che passa oggi in concorso al Festival di Berlino, c'è anche un pezzo d'Italia: ovvero la coproduzione minoritaria (UMI Films) insieme a Canada, Bulgaria e Belgio e la partecipazione nel cast dell'attrice e regista Chiara Caselli. In 'Nina Roza', opera discreta, senza clamori e che vive di nostalgiche sfumature, tutto parte dal video virale di un'artista bulgara di otto anni che su Internet impazza con migliaia di visualizzazioni. Si tratta di una ragazzina prodigio nella pittura che attira subito l'attenzione di un collezionista che vuole saperne di più. Così Mihail (Galin Stoev), immigrato bulgaro in Canada, viene inviato nella sua Bulgaria per valutare il reale valore della produzione di questa bambina e per capire se è davvero un genio o solo un fake digitale. L'uomo tornerà così per la prima volta dopo trent'anni nel suo amato paese d'origine, ritrovandosi, per tutta una serie di circostanze, a dover affrontare i molti fantasmi del suo passato. Nel film, che ancora non ha una distribuzione nel nostro Paese, Chiara Caselli è una gallerista italiana che viene coinvolta da Mihail nel valutare i quadri di questa giovanissima artista. La regista, che vive a Montréal, alterna il lavoro tra documentario e fiction, occupandosi anche della produzione tramite il supporto ai progetti presso Colonelle Films, una casa di produzione che ha co-fondato insieme alle produttrici Fanny Drew e Sarah Mannering. (ANSA).
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