Il telescopio degli astronomi del Papa accessibile agli studenti

Con la robotizzazione lo strumento situato in Arizona potrà essre utilizzato da remoto

(ANSA) - VATICANO, 22 APR - La Specola Vaticana rende disponibile il suo telescopio principale, situato in Arizona, agli studenti delle università gesuite. Recentemente, infatti, la Specola ha completato con successo la robotizzazione e automazione del suo "Vatican Advanced Technology Telescope" (Vatt), posizionato sul Monte Graham in Arizona. Questo risultato, riferisce una nota, è stato possibile grazie alla generosità della "Thomas Lord Charitable Trust": ora gli astronomi possono utilizzare il telescopio da remoto, senza dover essere fisicamente presenti sulla montagna. "Gli astronomi della Specola Vaticana - spiegano - stanno già sfruttando queste nuove ed entusiasmanti capacità. Il nuovo sistema di automazione (chiamato "Don", in memoria di Don Alstadt della Thomas Lord Charitable Trust) consente anche ad altri di utilizzare il Vatt da remoto". Tutto è partito nel gennaio scorso con un incontro tra Kim Bepler, supporter della Fordham university, il Direttore della Specola Vaticana padre Richard D'Souza, e il Presidente della Vatican Observatory Foundation padre Guy Consolmagno, che ha portato allo sviluppo di un programma per collegare il Vatt a Castel Gandolfo e, più in generale, per permetterne l'uso da parte delle università gesuite di tutto il mondo, in particolare quelle che altrimenti non avrebbero avuto i mezzi per farlo. Questa nuova iniziativa, chiamata "Jesuit Observatory Experience (Joe)", porterà la potenza del Vatt direttamente nelle aule delle università gesuite, sviluppato da D'Souza e da altri astronomi della Specola Vaticana. Diverse università gesuite negli Stati Uniti parteciperanno a un progetto pilota questo autunno. Se il programma avrà successo, Joe sarà esteso a livello globale. "Joe colmerà anche un vuoto storico - si spiega -. Un tempo le università gesuite gestivano regolarmente i propri osservatori. Tuttavia, la natura della ricerca astronomica è cambiata e l'inquinamento luminoso ha reso i cieli delle aree popolate troppo luminosi. Oggi la ricerca si svolge principalmente con grandi telescopi situati in luoghi remoti". (ANSA).

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