Il caso dei '30 secondi', donna in aula per raccontare ancora gli abusi

(ANSA) - MILANO, 13 FEB - "La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda, ha ripetuto quei fatti". Così il legale di parte civile ha descritto la testimonianza in aula stamani, nel processo di secondo grado bis, della donna, di professione hostess, che nel 2018 denunciò di aver subito abusi sessuali da un allora sindacalista, che lavorava all'aeroporto di Malpensa. Un caso che aveva provocato polemiche perché con due sentenze il 48enne era stato assolto poiché, scrivevano i giudici, la donna in "30 secondi" avrebbe potuto opporsi. Poi, la Cassazione ha annullato con rinvio l'ultimo verdetto per un nuovo processo d'appello, dopo il ricorso della Procura generale milanese. E oggi davanti alla Corte milanese (giudici Manzi-Rinaldi-Fasano) la donna, assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli, ha testimoniato ancora, come stabilito dal collegio nella scorsa udienza. "Volevano evidentemente verificare che il suo racconto collidesse con quelli già agli atti e così è stato, malgrado siano passati 8 anni e lo stress emotivo che continua", ha chiarito il legale di parte civile. Il processo su richiesta dell'imputato si svolge a porte chiuse. Il "ritardo nella reazione" della "vittima", ovvero "nella manifestazione del dissenso", ha scritto la Cassazione motivando l'annullamento con rinvio dell'assoluzione deciso nel febbraio 2025, è "irrilevante" per la "configurazione della violenza sessuale". Dopo le dichiarazioni spontanee dell'imputato, prenderanno la parole le tre parti processuali, tra cui il sostituto pg Angelo Renna - che presentò il ricorso in Cassazione - per chiedere la condanna. Dopo la testimonianza della parte civile e le dichiarazioni spontanee difensive dell'imputato, i giudici della seconda penale della Corte di secondo grado milanese hanno deciso di aggiornare l'udienza al 14 maggio. (ANSA).
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