I giovani britannici contro la guerra, solo il 22% pronto a combattere

Sondaggio, fra minacce a stabilità globale ci sono Russia, Israele e anche gli Usa

(ANSA) - LONDRA, 05 NOV - I giovani britannici sono ben poco disposti a imbracciare le armi per il proprio Paese in caso di guerra, nonostante i tanti appelli da parte del governo e dei vertici delle forze armate per prepararsi a un eventuale conflitto. Solo il 22% degli under 35 nel Regno Unito considera importante essere pronto "a servire nelle forze armate in caso di necessità", contro il 43% degli over 55. È quanto emerge dall'ultima edizione del British Social Attitudes Survey (Bsa), una vasta indagine sugli orientamenti sociali e politici, condotta ogni anno dal 1983. L'autrice del rapporto, Sophia Gaston, ha affermato che i risultati sono "preoccupanti" per l'esecutivo laburista di Andy Burnham, che anche di recente aveva invitato la popolazione alla prontezza davanti alla prospettiva di una guerra, di eventi naturali estremi o di attacchi informatici. Gaston ha indicato tra le possibili cause un minore senso di appartenenza nazionale dei più giovani. Il sondaggio contiene anche le indicazioni su tutta la popolazione britannica senza distinzione d'età rispetto ai Paesi che vengono percepiti come una minaccia per la stabilità a livello globale: l'89% ha indicato la Russia, il 78% Israele, seguito dall'Iran (75%) e dalla Cina (62%). Intanto la quota di chi considera gli Stati Uniti come una seria minaccia internazionale è più che raddoppiata, dal 36% del 2024, quando c'era Joe Biden alla Casa Bianca, fino al 74% della primavera di quest'anno con la presidenza di Donald Trump. (ANSA).

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