Giuseppe Battiston, 'che bello sarebbe fare Don Chisciotte'

(di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 27 GIU - "Don Chisciotte potrebbe essere per me un bel personaggio su cui lavorare, sarebbe bellissimo. Ho appena letto che sono riusciti a mettere insieme tutti i brandelli di girato del film incompiuto che Orson Welles iniziò a girare nel '57 e finì nel '73". Questo il sogno nel cassetto dell'attore e regista Giuseppe Battiston, 57 anni, che ha appena vinto il Nastro d'Argento come miglior attore di commedia per 'Lavoreremo da grandi' di e con Antonio Albanese dove interpreta Beppe un idraulico celibe e immaturo che vive ancora con la mamma. "Quel personaggio - dice all'ANSA - è stata per me un'esperienza meravigliosa. Albanese, come regista, ti circonda di amore e ha un'idea della comicità come di un mistero, come di una scienza con delle regole ferree. Insomma Antonio non lascia nulla al caso e questo personaggio, come un po' tutti gli altri del film, è un uomo rimasto staccato dalla realtà, un po' indietro. Sono tutti dei bambini vecchi, delle figure un po' lacustri, personaggi di paese rimasti indietro, fuori dal mondo". Quali sono i suoi ruoli preferiti? "Ho fatto davvero un po' tutto e così amo quei personaggi che non conosco. Se un regista o un autore mi vuole bene, mi fa fare una cosa che non ho mai fatto. Questo mi fa davvero felice". Qual è invece la sua vera natura? "Che dire, sono friulano, una creatura più dell'est che del nord. E dalle mie parti il carattere delle persone è abbastanza schivo, malinconico". Cosa non sopporta del cinema italiano? "La distribuzione, perché rovina i film e questo per non fare i soliti discorsi, triti e ritriti ma anche veri, sul fatto che si fanno troppi film brutti". E dal punto di vista esistenziale cosa le da fastidio? "Penso che la madre di tutte le insoddisfazioni in questo momento sia l'ignoranza. Che non significa che uno si deve prendere una laurea, ma imparare a stare al mondo. E per imparare questo devi sapere com'è fatto il mondo. Se non lo leggi nei libri, se non lo studi, oggi non arrivi lontano". A questo proposito quali sono i suoi riferimenti culturali? "Sono cresciuto con Gabriel Garcia Márquez e il suo realismo magico, l'ho sempre trovato un autore straordinario. Poi amo anche tantissimo i russi come Čechov e una grandissima passione per Simenon, per come riesce a costruire i personaggi". Cosa c'è nel suo futuro? "Vorrei che ci fosse di nuovo tanto teatro. Ho appena finito di girare la seconda stagione di una serie televisiva che avevo fatto due anni fa, che si intitola 'Stucky' dove interpreto un ispettore. Un lavoro che mi ha assorbito tanto tempo perché, oltre a interpretarlo, sono anche uno degli sceneggiatori. Questa è un'altra mia grande passione su cui finalmente riesco a concentrarmi come piace a me. Mi piacerebbe quindi scrivere ancora per il cinema, ma adesso vorrei pensare un po' al teatro". Con quale regista avrebbe voluto lavorare? "Non ho dubbi con Aki Kaurismäki un'artista che è sempre stato nel mio cuore". (ANSA).
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