Giordana, 'cinema in decadenza ma periodo oscuro passerà'

(ANSA) - TRIESTE, 17 LUG - "Il mondo del cinema lo vedo molto in decadenza, ma so anche che, come avrebbe detto Eduardo (De Filippo, ndr), 'la nuttata passa'. Quindi da un lato penso che non c'è limite al peggio, ma dall'altro penso anche che non c'è limite al meglio. E quindi spero, ma in qualche modo anche so che sarà così, che un periodo oscuro, ambiguo e opaco passerà, non può durare per sempre". Ne è convinto Marco Tullio Giordana, che domenica 19 luglio verrà insignito del Premio all'opera d'autore alla 45/a edizione del Premio Amidei per la sceneggiatura, a Gorizia fino al 22 luglio. "È un momento di crisi economica tale per cui non ci sono fondi, per nessuna attività produttiva - ha aggiunto Giordana - quindi non voglio lamentarmi di quello che manca al cinema in un momento in cui mancano soldi a tutti, ad attività ugualmente indispensabili. Io, naturalmente, penso che il cinema sia indispensabile. So però che lo è la sanità, l'industria, l'agricoltura: tutto ciò che aiuta lo sviluppo è indispensabile al progresso di un paese. Bisognerebbe avere dei governanti molto illuminati però, non soltanto preoccupati di essere rieletti e basta". Regista e sceneggiatore di opere come "Pasolini, un delitto italiano" e "I cento passi", Giordana, nel commentare il riconoscimento, ha sottolineato "l'importanza dello scrivere, prima ancora della regia vera e propria", condividendo il suo pensiero sull'utilizzo dell' intelligenza artificiale: "Io penso che la vera intelligenza non possa essere artificiale e che, per imparare a scrivere, bisogna soprattutto leggere molto - ha dichiarato - l'IA, siccome nasce sempre a posteriori di qualcosa, cerca di immagazzinare, di trovare una ratio in tutto ciò che è già stato scritto, perciò non verrà mai fuori niente di nuovo. È una di quelle mode che passerà. Naturalmente sarò smentito e farò la figura del vecchio rimbambito, però la penso così". Infine, Giordana ha ribadito l'importanza del Premio Amidei nel "mettere al giusto posto la sceneggiatura" e ha voluto lanciare un appello alle "nuove leve": "Ai giovani cineasti dico di leggere tutto quello che può alimentare la curiosità, di guardare più film possibili, di studiare bene il proprio progetto nei minimi particolari e di non lasciarsi mai prendere alla sprovvista - ha concluso - e, anche, di avere la libertà di tradirlo durante le riprese e di tradirlo un'altra volta durante il montaggio" ha concluso. (ANSA).
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