Gary Marcus, 'boicottare l'IA finché le aziende non la mettono a posto'

(ANSA) - ROMA, 02 NOV - "Quello che dobbiamo fare come cittadini è non usare l'intelligenza artificiale, boicottarla fino a che le aziende non la mettono a posto. Non sono un fan degli agenti IA, le grandi aziende stanno spingendo per l'adozione solo perché ci guadagnano". Lo ha spiegato Gary Marcus, Professor Emeritus of Psychology and Neural Science, all'iniziativa dell'Università La Sapienza 'AI Beyond the Hype - From Intelligence to Epistemia'. Marcus, tra le voci più autorevoli nel dibattito internazionale sui limiti e sulle prospettive dell'intelligenza artificiale, ha aggiunto che c'è bisogno di "governance globale sull'IA" e ha apprezzato l'iniziativa del Papa con l'enciclica Magnifica Humanitas, perché "si è preso del tempo per capire questa tecnologia, poche persone lo fanno". "OpenAI ha costantemente sotto riportato i rischi dei suoi sistemi di intelligenza artificiale", ha poi osservato l'accademico in merito all'azienda madre di ChatGpt che esattamente quattro anni fa, a novembre 2022, accese la corsa dell'IA, prevedendo che l'azienda di Sam Altman avrà lo stesso epilogo di WeWork, una società americana "con un leader carismatico che dopo la quotazione in Borsa fallì". La giornata è stata aperta dalla rettrice de La Sapienza, Antonella Polimeni, che ha riflettuto su come l'università possa contribuire a "formare il pensiero critico" anche in merito ai progressi dell'IA. "Il compito della scienza è alimentare nuove domande per non confondere l'approssimazione statistica con l'approssimazione di intelligenza - ha aggiunto Walter Quattrociocchi, professore del Dipartimento di Informatica La Sapienza -. Il problema sarà avere le competenze per comprendere cosa merita fiducia e cosa è AI slop, spazzatura". (ANSA).
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