Foggia, murales antimafia per imprenditore ucciso, 'trovare colpevoli'

36 anni dopo omicidio Nicola Ciuffreda la famiglia chiede verità e giustizia

(ANSA) - FOGGIA, 14 SET - Inaugurato questa mattina a Foggia su un muro perimetrale di viale Candelaro, in uno dei quartieri periferici della città di Foggia, il murales antimafia, voluto dall'Associazione nazionale magistrati sezione di Foggia in occasione del 36esimo anniversario dell'omicidio dell'imprenditore edile Nicola Ciuffreda ucciso il 14 settembre 1990 per essersi ribellato alle richieste estorsive della mafia Foggiana che, all'epoca, taglieggiava soprattutto gli imprenditori. Il suo delitto è rimasto senza responsabili. "Il murales della legalità è stato organizzato dalla Associazione nazionale magistrati, sezione di Foggia, e dalla Ges di Bari (Giunte esecutive sezionali) di Bari. Il murales è il segno di una presenza sul territorio. Soprattutto una volontà di riappropriarsi del proprio territorio perché la mafia si insinua lì dove lo Stato arretra". Lo ha detto la presidente dell'Anm Foggia Sabrina Cicala presente questa mattina all'inaugurazione. L'assessore alla legalità del Comune di Foggia Giulio De Santis ha lanciato un appello affinchè il caso giudiziario sulla morte di Ciuffreda possa essere riaperto. "Ancora non sappiamo a distanza di 36 anni chi è stato l'assassino e il mandante - ha detto De Santis - E' una cicatrice che portiamo e c'è la necessità di capire se c'è oggi una nuova possibilità di riaprire il processo e capire chi siano i mandanti e gli esecutori materiali. E' chiaro anche dagli atti del processo Panunzio (Giovanni Panunzio, altro imprenditore edile assassinato dalla mafia a Foggia il 6 novembre del 1992, ndr) che vi è un collegamento tra chi ha ucciso Giovanni Panunzio e chi ha ucciso Nicola Ciuffreda". "Sono passati tanti anni ma per i familiari è come se non fosse passato nemmeno un istante - ha detto Angela Ciuffreda la figlia della vittima a nome dei familiari - Il recupero della memoria non può che fare piacere. Anche noi abbiamo avuto bisogno di ammortizzare una tragedia del genere che ancora oggi emotivamente ci scuote. Per la riapertura del caso abbiamo notato che se c'è volontà e ci sono nuovi elementi, che ci sia verità e giustizia è sempre il nostro primo obiettivo". (ANSA).

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