Finanziamenti alla politica, presentato l'osservatorio La Sapienza e UniTo

Si chiama Moneytor e nasce per fornire report a istituzione e cittadini

(ANSA) - TORINO, 10 GIU - Portare al centro del dibattito pre-elettorale la necessità di far luce sull'origine dei finanziamenti a fondazioni e partiti politici: questa mattina l'Università degli studi di Torino e l'Università La Sapienza di Roma, insieme a The Good Lobby, Transparency International Italia e Raise the Wind, hanno presentato presso il dipartimento di Scienze politiche dell'ateneo romano l'Osservatorio Moneytor. Si tratta di un progetto che intende produrre report periodici sulle dinamiche e sui flussi di finanziamento alla politica in Italia, con attenzione particolare a partiti, candidati e attori coinvolti, e renderli disponibili tanto al dibattito accademico e alle istituzioni quanto ai cittadini. "Alla problematica questione del finanziamento in sé, che dovrebbe formare una normativa internamente coerente, si aggiungono forti lacune o leggi facilmente aggirabili: è dunque complesso immaginare o stabilire un modello di regolamentazione ideale". Così la professoressa Daniela Piccio dell'Università di Torino. "L'auspicio - prosegue - è che siano adottati e resi disponibili ai cittadini i dati relativi al finanziamento in modo trasparente e tempestivo, come già di uso corrente da parte della Commissione elettorale del Regno Unito, dall'Ufficio Centrale di Statistica norvegese e dal corrispettivo dell'Ufficio dei conti pubblici in Irlanda". "L'Osservatorio nasce da una volontà di intenti comune: mettere il nostro sapere specialistico a servizio della società civile", ha chiarito la professoressa Chiara Fiorelli dell'Università Sapienza. "Il progetto - ha aggiunto la professoressa Maria Cristina Marchetti, direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche - nasce dall'ambizione di affrontare con rigore scientifico uno dei nodi più dibattuti delle democrazie contemporanee. Il fenomeno del finanziamento non è estraneo alla politica in sé, ma va affrontato in modo determinante quando un finanziamento di per sé legittimo rischia di creare aspettative di compenso da parte di chi lo ha elargito". (ANSA).

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