Figlio morto per ritardo cure, perizia conferma 'poteva essere salvato'

(ANSA) - VICENZA, 07 SET - Sarebbe potuto essere salvato rispettando i protocolli chemioterapici e chirurgici previsti dalla scienza medica Francesco Gianello, il ragazzo vicentino di 14 anni morto di tumore nel gennaio 2024, per il quale i genitori si sarebbero invece affidati al cosiddetto "metodo Hamer". Lo affermano i periti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, nella relazione della perizia per la quale erano stati incaricati dalla Corte d'Assise di Vicenza, davanti alla quale i genitori sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale, e che è stata depositata oggi. La relazione introduce una nuova ipotesi, che cioè i seguaci del metodo Hamer possono aver utilizzato nei confronti di Francesco farmaci neurotossici (Artemisia) e confuta le conclusioni della difesa, che sosteneva la mancanza di nesso di causa tra le scelte dei genitori e il decesso del figlio. L'udienza di discussione è prevista per il 16 settembre prossimo. (ANSA).
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