Figlio imprenditore sequestrato, tre condanne in abbreviato a Napoli

L'episodio, l'8 aprile 2025 a San Giorgio a Cremano, ripreso dalle telecamere

(ANSA) - NAPOLI, 03 GIU - Il giudice di Napoli Alessandra Zingales, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha condannato le tre persone accusate di avere preso parte al sequestro del figlio 15enne di un imprenditore di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, la mattina dell'8 aprile 2025. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite dalla Polizia di Stato nel corso delle indagini coordinate dal pm antimafia Henry John Woodcock ripresero il momento in cui il ragazzo venne prelevato con la forza e chiuso in un'autovettura. Il giudice ha inflitto a Renato Franco, a suo cugino Giovanni Franco e ad Antonio Amaral Pacheco de Oliveira, rispettivamente, 14 anni, 11 anni, e 7 anni e 4 mesi di carcere, ed escluso l'aggravante mafiosa, contestata dagli inquirenti. Al termine della sua requisitoria il pubblico ministero Woodcock ha chiesto 18 anni per Renato Franco; 16 anni per Giovanni Franco e 12 anni per Antonio Amaral Pacheco de Oliveira. Dopo essere stato sequestrato il ragazzo venne trasferito in un'abitazione nella zona orientale di Napoli dove fu legato con il nastro isolante e delle funi per poi essere accompagnato nella zona di Licola, a nord di Napoli, dove fu liberato dopo circa 8 ore di prigionia. Il collegio difensivo (composto dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone e Rocco Maria Spina), nel corso del processo, ha chiesto al giudice il riconoscimento della riqualificazione del reato da sequestro a scopo di estorsione a sequestro, in relazione a un risarcimento del danno non accettato dalla famiglia del ragazzino, difesa dall'avvocato Michele Rullo. Secondo quanto emerse dall'inchiesta, il sequestro era finalizzato a ottenere un riscatto da un milione e mezzo di euro, un credito che gli imputati vantavano in relazione a una diatriba di carattere economico con la famiglia. Uno dei tre, Giovanni Franco, ha anche rilasciato dichiarazioni auto ed etero accusatorie in relazione alla vicenda, confermando il movente economico del gesto. (ANSA).

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