Famiglia nel bosco, Terragni 'bimba malata ha diritto di stare con genitori'

Garante, stupisce che siano negati diritti previsti dalla 'Carta del bambino in ospedale'

(ANSA) - PESCARA, 06 MAG - "Suscita tutta la nostra preoccupazione la notizia del ricovero in ospedale di una dei 'bambini del bosco' ospiti della casa-famiglia". E' quanto dichiara, in una nota, l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni. "Secondo quanto dichiarato dalla responsabile del reparto pediatrico dell'ospedale la bambina sarebbe affetta da una patologia all'origine della crisi respiratoria che la sera di domenica 3 maggio ha indotto al ricovero, e la prognosi - riferisce Terragni - sarebbe orientativamente di una settimana. Benché le condizioni non appaiano gravi, la bambina non può tuttavia avere accanto la mamma a cui, così come al padre, è concesso diritto di visita solo in presenza di un'operatrice della casa-famiglia, benché la vicinanza materna sia un importantissimo presidio a tutela della serenità dei bambini ricoverati e favorisca una risposta efficace alle cure". Terragni ricorda un documento del ministero della Salute, sottoposto a valutazione del Comitato di Bioetica dell'Istituto Superiore di Sanità e approvato il 3 maggio 2021, che recita: "Nel caso di ricovero del bambino per malattia o intervento chirurgico o procedure diagnostiche, il team pediatrico o neonatologico dovrebbe garantire continuità della relazione e vicinanza genitore-bambino per tutta la degenza, come parte integrante delle cure, prevedendo accesso illimitato h24 di almeno uno e, quanto possibile, di entrambi i genitori". "Già nel 1988 - ricorda Terragni - associazioni europee non profit avevano redatto la prima Carta Europea dei bambini in ospedale (Carta di Each). Nel 2001 a Trieste fu adottata la prima Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale, a cui sono seguite varie altre carte a livello nazionale e internazionale: principio reiterato, il diritto alla continuità relazionale con la famiglia in ogni fase del percorso di assistenza e di cura al fine di permettere il contenimento dello stato di stress indotto dalla paura e dalla malattia. Al Meyer di Firenze la presenza costante delle madri accanto ai bambini ricoverati è stata autorizzata fin dagli anni Settanta, con ottimi risultati in termini di convalescenza e ripresa dalla malattia". "Colpisce pertanto - conclude la Garante - che alla piccola non vengano pienamente garantiti questi diritti". (ANSA).

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