Famiglia del bosco: il ricorso, ignorati genitori e perizie psichiatriche

(ANSA) - PESCARA, 21 APR - La curatrice e la tutrice dei tre 'bimbi del bosco' hanno ignorato genitori, testimoni e gli stessi minori senza tenere conto, peraltro, delle perizie psichiatriche che si sono succedute nel tempo mostrando un "pregiudizio" sul caso. È questa la sintesi del ricorso che gli avvocati della 'famiglia del bosco', Marco Femminella e Danila Solinas, hanno presentato oggi al tribunale dei Minorenni dell'Aquila per chiedere il ricongiungimento familiare. Nelle tredici pagine che compongono il documento, i legali evidenziano come la coppia anglo-australiana si sia mostrata più flessibile, trovando soluzioni alle contestazioni che venivano sollevate dai giudici: casa, scuola e ciclo vaccinale. Femminella e Solinas allegano il contratto di comodato d'uso della casa messa a disposizione dal comune di Palmoli, l'autodichiarazione per il doposcuola e il programma didattico sottoscritto dallo stesso istituto. La dimostrazione scritta della buona volontà della coppia, a ormai cinque mesi dalla sospensione della responsabilità genitoriale e del conseguente allontanamento dei figli in una struttura protetta. "La circostanza, di certo non casuale - scrivono i legali - che nessuno tra tutrice е curatrice citi e si soffermi sul rilievo della diagnosi resa dai neuropsichiatri allarma, perché induce al sospetto che il pregiudizio prevalga sull'accertamento della verità e sui ruoli a ciascuno affidati". Il documento attacca frontalmente curatrice e tutrice accusate di una "vuota difesa ostruzionistica" e di aver riportato il falso nelle loro relazioni al Tribunale. "È inaccettabile - scrivono - che nelle relazioni o nelle memorie" i racconti della separazione tra madre e figli - del 6 marzo scorso - escludano il dolore dei bimbi per evidenziare invece la "natura ostativa della madre". Nel ricorso, poi, i legali parlano anche del libro in uscita di Catherine, puntualizzando che nel volume "mai è stato previsto l'inserimento della vita dei figli, e men che meno della vicenda processuale ancora in itinere, che per altro anche per stretta logica sarebbe stata assolutamente inopportuna anche ai fini processuali". (ANSA).
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