Eva Mikula, 'Savi conferma che sono una testimone e una sopravvissuta'

(ANSA) - BOLOGNA, 06 MAG - "La prima cosa che ho pensato durante l'ascolto dell'intervista è che la verità fa male, perché non è sempre ciò che noi vorremmo. Personalmente, ho ricevuto dure conferme dalle parole di Roberto, che ero una testimone e detto da lui che i testimoni li uccideva, che sono una sopravvissuta". Lo dice all'ANSA Eva Mikula, commentando l'intervista andata in onda ieri sera a 'Belve Crime' a Roberto Savi, uno dei capi della banda della Uno bianca. Mikula all'epoca della cattura 19enne, era la compagna di Fabio Savi, l'altro leader, l'unico non poliziotto, del gruppo criminale che tra il 1987 e il 1994 uccise 23 persone e ne ferì 114, tra rapine a mano armata e azioni di violenza gratuita. Quando Fabio Savi fu arrestato, lei era con lui. E' stata poi assolta da tutte le accuse. In interviste successive ha detto che la banda è stata presa grazie a lei. Versione in qualche modo confermata ieri sera da Roberto Savi, che ha contrastato quella ufficiale, cioè di un'intuizione dei poliziotti riminesi Luciano Baglioni e Pietro Costanza. "La verità - ha detto Roberto - è che mio fratello è stato più fesso di quello che sembra. Ha raccontato tutto a Eva Mikula. Parlava troppo, e l'ha trasformata in una testimone". "Giunti a questo punto, il dottor Paci (il pm riminese che coordinò le indagini, ndr), Baglioni e Costanza dovrebbero riconoscere i propri errori, come tutte le persone che hanno fatto un giuramento per lo Stato, perché essere eroi sul sacrificio altrui e nascondersi dietro un profilo di perbenismo, non apre la porta del paradiso". (ANSA).
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