Essere scelti e fragilità, Cesare Cremonini incontra gli studenti Unical

Cantautore: 'Chiunque abbia cambiato in meglio la propria vita è stato scelto'

(ANSA) - RENDE, 05 FEB - Amore, fragilità, paura di sbagliare, privilegio di essere scelti: intorno a questi temi si è sviluppato l'incontro tra Cesare Cremonini e gli studenti dell'Università della Calabria che si è tenuto oggi pomeriggio al Teatro Auditorium Unical (Tau). Un dialogo nel quale il cantautore bolognese si è confrontato con gli studenti insieme all'agente Lucio Presta, cosentino di nascita e da sempre legato all'Ateneo. L'iniziativa "L'amore non è mai logico. Poetica dell'amore nell'era dei social media", riservata alla comunità accademica e organizzata dal professore Giovanni Trebisacce, ha trasformato lo spazio teatrale in un luogo di dialogo. Il rettore Gianluigi Greco ha sottolineato il valore culturale e umano dell'incontro: "Qui all'Unical studiamo con rigore, ma il nostro fine ultimo è comprendere, 'tenere insieme' ciò che sentiamo e ciò che pensiamo. È in questo scarto che si gioca l'esperienza più profonda dell'essere umano". Cremonini ha dialogato a lungo con gli studenti. Al centro delle sue parole, il tema dell'essere scelti: "Oggi ho capito che voi studenti siete amati. Siete stati scelti da chi vi sta aiutando a formarvi, e sapere di essere stati scelti è una grande fortuna". Cremonini ha ricordato come ogni passaggio decisivo della sua vita sia stato reso possibile da qualcuno che ha creduto in lui - dalla famiglia al pubblico - ribaltando una narrazione esclusivamente meritocratica del successo. "Dire che chi non ce la fa non è abbastanza determinato è una violenza. Chiunque abbia cambiato in meglio la propria vita - ha detto - è stato, prima di tutto, scelto. Anche solo da un'ispirazione artistica". Cremonini ha anche regalato al pubblico tre momenti musicali eseguendo dal vivo al pianoforte e alla chitarra Marmellata #25, Dev'essere così e Vorrei. "È la prima canzone che ho composto nella mia vita, a 15 anni - ha raccontato riferendosi a quest'ultimo brano - scritta in una delle tante estati degli anni '80 in vacanza a Maratea, ad un millimetro dalla Calabria. Già allora ebbi la sensazione di essere stato scelto dall'ispirazione". Il cantautore bolognese ha poi accennato alle proprie fragilità, descrivendo il palcoscenico come "un luogo di terrore", ma anche uno spazio in cui imparare a convivere con le proprie paure. La scrittura delle canzoni, ha spiegato, è fatta di incertezze e "incidenti interiori": "Una canzone non dimostra nulla, è ambigua per natura. Non è mai finita davvero, perché ogni ascoltatore la completa con la propria esperienza. Anche l'amore è giusto che resti così: ambiguo e non definibile". (ANSA).

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