Elkann, 'attacco alla Stampa vile, non ci faremo intimidire'

'Episodio non isolato, rafforzeremo misure di sicurezza'

(ANSA) - TORINO, 30 NOV - "L'attacco che questa redazione ha subito due giorni fa è stato brutale e vile. Un tentativo evidente di intimidire chi ogni giorno lavora per raccontare la realtà con rigore, serietà e indipendenza". Lo ha detto John Elkann, amministratore delegato di Exor, alla redazione della Stampa dove è andato con Paolo Ceretti, presidente di Gedi, per esprimere solidarietà e "ferma condanna di quanto è accaduto". Tre i messaggi: a chi lavora in redazione, ai lettori, al territorio e al Paese. "Gedi prende estremamente sul serio ciò che è accaduto. Violare questo giornale, questa redazione, è inaccettabile. Per questo l'azienda, domani, incontrerà il Cdr per condividere protocolli di sicurezza ulteriormente rafforzati" ha spiegato Elkann che ha parlato di un episodio "particolarmente inquietante, perché purtroppo non è isolato: è ancora recente il ricordo dell'assalto alle Ogr, nei giorni in cui La Stampa era impegnata a raccontare i lavori dell'Italian Tech Week. Momenti e luoghi diversi, ma accomunati da una stessa idea: che la violenza possa sostituire il dialogo, che si possa zittire una voce, un'opinione, colpendola fisicamente". Elkann ha spiegato che le misure saranno prese "in stretto coordinamento con le autorità e con le forze dell'ordine". Rivolgendosi ai lettori l'amministratore delegato di Exor ha detto: "Il nostro modo di intendere il giornalismo non tollera soprusi, ingerenze, minacce. La Stampa, da sempre, informa i suoi lettori, dando conto di tutte le opinioni ma senza esitazione nel prendere posizione. Questa linea è chiara: continuare a raccontare i fatti in autonomia e libertà, senza subire condizionamenti né prevaricazioni. Come Gedi, insieme al direttore e a tutta la redazione, respingeremo ogni atto di violenza e continueremo a informare i lettori senza farci intimidire da nulla e da nessuno". "Il terzo messaggio - ha proseguito Elkann - è per il territorio e, più in generale, per l'Italia. Non è la prima volta che questo giornale affronta momenti difficili. (in redazione abbiamo qui una targa ricorda il vicedirettore Casalegno). A questi atti di violenza, la risposta del giornale è la stessa: non arretrare di un centimetro dalle convinzioni e dai valori che lo animano. La Stampa è un presidio di libertà e di civiltà, e le tante attestazioni di solidarietà che il giornale ha ricevuto da persone di qualunque appartenenza lo confermano. Ho avuto modo di parlare con il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio con i quali ho condiviso questi tre punti, ricevendo da parte loro pieno sostegno". L'impegno, ha sottolineato Elkann, è questo: "La Stampa continuerà a informare i suoi lettori come ha sempre fatto, con rigore, serietà e indipendenza". (ANSA).

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