Docente iraniana, 'la popolazione vive giorni di sospensione, siamo logorati'

'Pressati da regime e minaccia guerra. Ma la società resiste'

(ANSA) - ROMA, 30 GEN - "In questi giorni la vita in Iran scorre in uno stato di sospensione estenuante. La popolazione è sottoposta ad una doppia pressione: da un lato si sente minacciata dall'esterno, dall'altra logorata dall'interno. Questa sovrapposizione di minacce ha posto la società in uno stato di inazione forzata. Non c'è più la capacità di pianificare il futuro né quella di rispondere attivamente alle crisi. La vita continua a un livello minimo: non con speranza, ma in sospensione, non con decisioni, ma con rinvii. Le persone si sforzano di rimanere normali, perché mantenere un senso di normalità è l'ultima forma di resistenza al collasso psicologico". A raccontarlo all'ANSA è Hasti Diyè, docente iraniana fuggita più volte dal suo paese, dopo essere stata a varie riprese arrestata, ed ora in Iran dove è voluta rientrare per stare vicino alla sua famiglia. "Eppure, in mezzo a questa duplice pressione, gran parte della società sta facendo qualcosa che spesso passa inosservato: si sforza di resistere. Non solo per sopravvivere, ma per preservare un livello minimo di salute mentale, relazioni e solidarietà. Aiutandosi a vicenda, non lasciandosi soli e prendendosi cura di ciò che resta dell'essere umano. Queste azioni non sono né eroiche né performative, ma impediscono alla società di crollare completamente. In un contesto in cui l'insicurezza è diventata la norma, questi sforzi quotidiani per stare bene e stare insieme rappresentano la vera forma di resistenza sociale", prosegue la docente. (ANSA).

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