Definì 'depensante' consigliere, il deputato Sgarbi non era insindacabile

(ANSA) - ROMA, 09 OTT - Definì "depensante" in un post su Facebook del 2019 l'ex consigliere trentino Alex Marini (M5s) e le parole di Vittorio Sgarbi - allora deputato - vennero definite "insindacabili" dalla Camera nel procedimento giudiziario aperto dopo la domanda di risarcimento avanzata da Marini che si ritenne diffamato. Con una sentenza depositata oggi, la Corte costituzionale ha indicato che non spettava alla Camera deliberare che le dichiarazioni rese da Sgarbi costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni. Infatti, ricorda la Corte, "le dichiarazioni extra moenia del parlamentare sono coperte dall'insindacabilità solo se contribuiscono al dibattito pubblico su questioni di interesse generale e adottano forme espressive adeguate alla critica e alla denuncia politica". Non era il caso del post oggetto del provvedimento, in cui le parole di Sgarbi con riferimento al consigliere provinciale costituiscono una replica "non in grado di attingere la dimensione collettiva degli interessi in gioco, fermandosi al piano della mera difesa di un interesse personale". La querelle giudiziaria iniziò nel 2019 quando il critico d'arte venne nominato presidente del Mart, il museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. La nomina fu criticata dall'allora consigliere trentino Marini, che votò contro ritenedola inopportuna. Seguì il post di Sgarbi che l'ex esponente pentastellato ritenne diffamatorio. (ANSA).
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