Dal Grand Tour al turismo di massa, l'Istat fotografa l'Italia che cambia

In 100 anni presenza decuplicate negli hotel, boom di stranieri e rivoluzione piattaforme

++ RIPETIZIONE CON TESTO CORRETTO ALLA RIGA 15 ++ (di Ida Bini) (ANSA) - ROMA, 17 LUG - Presenze negli alberghi quasi decuplicate, crescita degli stranieri favorita dai voli low cost, rivoluzione delle piattaforme digitali e un settore che oggi contribuisce a quasi il 10% del Pil. È l'analisi dell'Istat che ripercorre l'evoluzione del turismo italiano dal 1924 al 2025 con lo studio 'Dal Grand Tour al turismo di massa', oltre un secolo di trasformazioni del settore da fenomeno elitario a pilastro dell'economia italiana. Dall'epoca del Grand Tour, quando l'Italia era meta privilegiata di aristocratici e artisti europei, fino all'attuale turismo di massa, fatto di low cost, prenotazioni online e milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. I numeri fotografano una crescita straordinaria: in cent'anni le presenze negli alberghi italiani sono aumentate da 32 a 288 milioni, e fino a 535 milioni (RPT e fino a 535 milioni) includendo anche le strutture extra-alberghiere. La vera svolta arriva negli anni Sessanta con il boom economico e il potenziamento delle infrastrutture di trasporto, che aprono il turismo a fasce sempre più ampie della popolazione. Solo la pandemia del 2020 interrompe questa crescita, con un crollo superiore al 50%, rapidamente recuperato negli anni successivi. Parallelamente è cambiata la composizione della domanda: se fino a pochi decenni fa prevalevano i turisti italiani, oggi gli stranieri rappresentano il 55,3% delle presenze complessive, contro il 33,6% del 1990. A favorire questa evoluzione sono stati l'espansione dei collegamenti aerei e la diffusione delle compagnie low cost, che hanno reso l'Italia una destinazione ancora più accessibile. Il turismo continua a essere una componente fondamentale dell'economia nazionale: secondo il Conto satellite del turismo - strumento statistico utilizzato per misurare il reale contributo del comparto all'economia - nel 2023 il settore ha generato un contributo diretto pari al 5% del Pil e un ulteriore 4,6% attraverso gli effetti indiretti sulle altre attività economiche, dalla ristorazione ai trasporti, dal commercio ai servizi. Anche il posizionamento internazionale dell'Italia è cambiato: nel 1995 era la prima destinazione turistica dell'Unione europea per numero di presenze; oggi è stata superata dalla Spagna, pur mantenendo un ruolo di primo piano davanti a Francia e Germania. Allo stesso tempo si è ampliata la provenienza geografica dei visitatori: se negli anni Sessanta gran parte dei turisti arrivava dall'Europa, oggi quasi la metà delle presenze straniere proviene da Paesi extraeuropei. È cambiata anche la geografia del turismo interno: pur restando concentrate nelle destinazioni più note - Roma si conferma la principale destinazione, seguita da Milano, Venezia, Firenze e Napoli - le presenze si distribuiscono oggi maggiormente nelle regioni del Mezzogiorno, il cui peso è raddoppiato rispetto agli anni Sessanta. L'ultima grande rivoluzione è quella digitale: tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate attraverso piattaforme come Airbnb, Booking.com, Expedia e TripAdvisor sono quasi raddoppiate, passando da circa 66 a quasi 127 milioni: l'Italia è oggi il terzo Paese europeo per volume di prenotazioni attraverso queste piattaforme, alle spalle di Francia e Spagna, con tre prenotazioni su quattro effettuate da turisti stranieri, una quota superiore alla media europea. (ANSA).

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