Da Ancona verso Gaza con la Flotilla, 'riportiamo al centro la Palestina'

Tanti attivisti al porto di Ancona per la partenza. A bordo anche forni solari

(ANSA) - ANCONA, 22 MAR - Una lunga rotta che parte da Ancona per provare ad arrivare sulla costa di Gaza. Nella parte storica del porto di Ancona, davanti all'arco Clementino, gli attivisti del Coordinamento Marche per la Palestina hanno organizzato una giornata per salutare la barca a vela di circa 16 metri, con a bordo otto persone, che salperà nel pomeriggio per raggiungere la Sicilia e unirsi alla seconda spedizione della missione umanitaria Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con l'intenzione di portare aiuti materiali e di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle condizioni di vita della popolazione palestinese. "Vogliamo dare un segnale che è importante restare dalla parte del giusto e portare avanti la pace e la solidarietà tra i popoli. - ha raccontato all'ANSA lo skipper che sarà al timone della barca fino alla Sicilia - Io nella vita sono skipper, ma di solito faccio tutt'altro e porto in giro i turisti per le loro vacanze". Una missione, come ripetuto più volte dagli attivisti in queste settimane, alla quale partecipano professionisti con delle competenze - dal campo dell'ingegneria a quello dell'educazione - da poter mettere a disposizione una volta sbarcati. Anche se, così come la spedizione del 2025 ricorda, è remota la possibilità che riusciranno a sbarcare. Così, dalle 11 di questa mattina, al porto di Ancona si sono alternati interventi di attivisti per la Palestina, è stato presentato il dono del professore di fisica tecnica Giovanni Di Nicola dell'Università Politecnica delle Marche: si tratta di cinque forni solari con i quali è possibile cucinare in assenza di elettricità e gas. Poi sono state donate delle bandiere della Palestina, cucite a mano, da issare sulla barche dirette verso Gaza. Infine, prima della partenza ci saranno due brevi esibizioni dello storico gruppo rap romano Assalti Frontali e del professore che usa il rap come forma di letteratura, Murubutu, che all'esperienza della Flotilla ha anche dedicato una canzone. "Poter partire per me è un privilegio, quello che sta succedendo è orrendo. - afferma una partecipante alla spedizione, che lavora in un agriturismo dell'Anconetano - Chi può deve cercare di dare una mano. La spedizione porterà visibilità alla questione palestinese, perché notiamo che l'attenzione pubblica sta calando e questo è il nostro modo per rimetterla al centro". (ANSA).

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