'Chiudere i confini con la Slovenia è costato 20 milioni'

(ANSA) - TRIESTE, 07 GIU - Chiudere e controllare i 232 chilometri di confine con la Slovenia è costato almeno 20 milioni di euro di cui 18,7 per pagare le trasferte degli agenti inviati in Friuli Venezia Giulia in rinforzo alla Polizia di frontiera. I restanti 1,7 milioni sono stati invece spesi per logistica e attrezzature. E' la stima calcolata da una inchiesta del quotidiano Il Piccolo e pubblicata oggi sui giornali del Gruppo Nem dalla chiusura dei valichi il 21 ottobre 2023, due anni e mezzo fa. Stima alla quale andranno aggiunti i costi per la proroga della sospensione del trattato di Schengen al 18 dicembre. Dalle colonne dello stesso giornale, giorni fa, dopo il monito della Commissione europea rivolto a nove Paesi tra cui l'Italia, il ministro dell' Interno Matteo Piantedosi, aveva definito la misura "pilastro fondamentale" e che aveva portato a 658 arresti, 280 dei quali per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. Il giornale segnala che tuttavia il numero di passeur arrestati è in linea con i trend precedenti alla serrata dei confini. Secondo quanto ha accertato l'inchiesta, sono impegnati in servizi giornalieri 231 agenti della Polizia di Stato di cui 30 di Frontiera, 35 carabinieri e 75 militari della Guardia di Finanza. Un dispiegamento notevole ma non sufficiente vista l'ampia area da monitorare. Inoltre, se i valichi principali (come Fernetti e Rabuiese) sono sempre presidiati, presenze molto meno incisive sono ai numerosi ingressi secondari. Il sindacato di polizia Siulp ha definito il monitoraggio un "colabrodo". Oltre ai costi di trasferta e alloggio per gli operatori, è notevole anche la spesa per il noleggio dei container usati come uffici (200mila euro all' anno circa), insieme con gazebo, bagni chimici, torri faro, energia elettrica e allacciamenti, approvvigionamento di acqua. (ANSA).
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