C'è alternativa provvisoria al Rifugio Massi per migranti in Val di Susa

(ANSA) - TORINO, 27 AGO - C'è un'alternativa provvisoria per il soccorso e l'accoglienza per le molte centinaia di migranti che dal 2018 trovano rifugio dal freddo e dalla fatica degli inverni sulle Alpi in Val di Susa, nel Torinese, dopo l'annunciata chiusura del Rifugio Fraternità Massi di Oulx dal 1 settembre. La struttura, come ricorda la Prefettura di Torino, cessa l'attività di accoglienza notturna "per effettuare importanti e urgenti opere di riqualificazione impiantistica ed energetica finanziate da fondazioni private". Dopo un incontro tra istituzioni e Terzo settore, "per dare continuità a quanto sinora assicurato e non disperdere l'attività consolidata sul territorio di orientamento, sostegno e accoglienza dei migranti ed evitare ripercussioni sfavorevoli per i territori - viene annunciato -, è stato individuato un luogo alternativo dove la Croce Rossa potrà allestire transitoriamente strutture mobili, che possano dare rifugio notturno ai migranti, nell'immediato e in vista della prossima stagione autunnale ed invernale". La Prefettura di Torino inoltre "per dare sostegno all'attività delle associazioni del territorio che da tempo forniscono orientamento, supporto alle fragilità e di assistenza a tutto tondo ai migranti, presenterà nei prossimi giorni la candidatura per acquisire la disponibilità di fondi europei Fami, unitamente ad Ires Piemonte e al Consorzio socio assistenziale Conisa, per strutturare una piena sinergia e coordinare al meglio le attività già in atto sul territorio". L'incontro di oggi a Torino ha visto riuniti Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, i Comuni di Bardonecchia, di Cesana Torinese, di Claviere, di Oulx r il Consorzio socio assistenziale del territorio Conisa, con gli Enti del terzo settore operanti nelle aree in questione, cioè Fondazione Talitacum, Croce Rossa italiana, Associazione Sentieri Solidali, Associazione Diaconia Valdese e Associazione Rainbow For Africa. I sindaci delle zone di confine e le associazioni presenti sul territorio avevano al riguardo sollecitato nei giorni scorsi un momento di confronto in Prefettura, "per affrontare le ripercussioni sui territori dell'interruzione della preziosa attività svolta negli anni dal Rifugio gestito dalla Fondazione Talitacum" ricorda la Prefettura. (ANSA).
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